Jack Kerouac, andare e non fermarsi più

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“He Honored life”.  Questa è la frase incisa sulla sua tomba, a Lowell, Massachusetts. Jean Louis de Kerouac, nacque il 12 marzo 1922 a Lowell, Massachusetts, da una famiglia franco-canadese. A soli undici anni scrisse il suo primo romanzo, “The cop on the beat”.

“Ti Jean”, soprannome che la madre gli diede nella sua infanzia, non era solo un ragazzo appassionato di scrittura, bensì era anche un appassionato dello sport. Grazie a questa sua dote egli vinse una borsa di studio, iscrivendosi alla Columbia University di New York.

Egli non riuscì a concludere gli studi universitari, poiché egli nutriva un desiderio di vivere appieno la sua vita, di sperimentare tutto.
Iniziò a lavorare come muratore e apprendista metallurgico finché nel 1942 decise di arruolarsi in marina. Presto congedato per problemi psicologici, egli decise di passare qualche anno a lavorare come marinaio su una nave mercantile. Nel 1944, però, la sua esperienza in mare finì.

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Jack Kerouac frequenta William Burroughs ed Allen Ginsberg. Con quest’ultimo egli maturò un fortissimo quanto duraturo legame di amicizia.
Nel 1945 egli scrisse il suo primo romanzo, “La città e la metropoli” pubblicato nel 1950. L’anno seguente incontrò Neal Cassady, che divenne il suo più grande amico.
Nel 1947 la sua vita “on the road” iniziò: infatti egli fece il suo primo viaggio attraverso gli Stati Uniti in bus e autostop, alla ricerca di esperienze di vario genere.

Così, reduce di questa avventura nel 1951 scrisse “On The Road” su una pergamena di carta. Questo libro divenne il simbolo di una generazione, che tuttora si riconosce in questa visione di viaggio.
Gli anni a seguire non furono rosei affatto: egli si dette al consumo dell’alcol e alle risse. Difatti, di seguito all’ennesima notte ubriaca, egli morì a St. Petersburg, in Florida il 21 ottobre 1969, a soli 47 anni.
Il suo corpo è sepolto nel Edson Cemetery di Lowell, assieme a quello della sua ultima moglie Stella, morta nel 1990.

Il suo stile di scrittura, creativo ed innovativo, segnò un nuovo inizio all’interno della letteratura. Kerouac, infatti, scrisse di ogni esperienza, di getto, spontaneamente.

“The only people for me are the mad ones, the ones who are mad to live, mad to talk, mad to be saved, desirous of everything at the same time, the ones who never yawn or say a commonplace thing, but burn, burn, burn like fabulous yellow roman candles exploding like spiders across the stars and in the middle you see the blue centerlight pop and everybody goes “Awww!”

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Le uniche persone, secondo lui, degne di nota erano i pazzi, i pazzi della vita, coloro che desideravano tutto allo stesso tempo, coloro che non sbadigliavano mai, ma al contrario bruciavano con voglia di vivere.

“Sal, we gotta go and never stop going ‘till we get there.’
‘Where we going, man?’
‘I don’t know but we gotta go.”

Kerouac, voleva andare, mai fermarsi, scoprire, conoscere. Egli ha onorato davvero la vita, rendendola, a suo modo, un’esperienza magica

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