Jack Kerouac e la prosa spontanea: scrivere senza inibizioni

In occasione dei cinquant'anni dalla scomparsa di Jack Kerouac torniamo a riflettere sulla sua idea di narrazione: la prosa spontanea, un modo per scoprire se stessi attraverso le parole.

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Ricorrono oggi i cinquant’anni dalla morte di Jack Kerouac, autore simbolo della generazione beat e della grande letteratura nordamericana del secondo Novecento: nato il 19 marzo 1922 da una famiglia di origini franco-canadesi, lo scrittore scomparse a soli 46 anni di età, il 21 ottobre 1969, stroncato dalle conseguenze del suo grave alcolismo. Il suo capolavoro On the road, diario di viaggio e formazione, ode all’amicizia e testimonianza di un’epoca contraddittoria, continua ad attirare interessi filologici per quanto riguarda il ritmo stilistico: basta leggere l’incipit per essere immediatamente trascinati in una narrazione frenetica e vibrante, carica di malinconia e passione.

Questa naturalezza, paradossalmente, è frutto di un’accurata ricerca letteraria: influenzato dallo stream of consciousness joyciano, dallo stile visionario di Louis Ferdinand Céline e dalla psicanalisi narrativa di Proust, ma anche dal ritmo trascinante del jazz e dalla ricerca buddista della pace interiore, Kerouac fu infatti uno dei fautori della cosiddetta prosa spontanea, un’idea di narrazione basata sull’impulsività dell’espressione linguistica a favore di una rievocazione dei vissuti autobiografici e delle suggestioni interiori quanto più possibile autentica e libera da vincoli. La leggenda narra che l’autore avrebbe redatto la prima bozza di On the road in una sola sessione di scrittura: una millanteria che però rende perfettamente l’idea di quanto la prosa spontanea si configuri, nell’immaginario beat, come facoltà concreta ed esercitabile.



Il decalogo

Un approfondimento sull’idea di scrittura spontanea ce lo fornisce lo stesso Kerouac nel suo saggio breve Fondamenti di scrittura spontanea, nel quale l’autore esplora e divulga ulteriormente la propria idea di narrazione attraverso un bizzarro e memorabile decalogo in trenta punti. Consigli volutamente ambigui e misticheggianti, tra il serio e il faceto: si parla di tic nervosi, visioni in trance e film in parole, in un invito ad abbandonare le inibizioni di fronte alla pagina bianca. Questo piccolo “manifesto” propone una concenzione della scrittura vagamente assimilabile a quella futuristica, almeno per quanto riguarda il parziale abbandono dei vincoli formali del linguaggio: ve lo proponiamo, in traduzione, in occasione dell’anniversario di oggi.

1.    Taccuini segreti scribacchiati, e incredibili pagine dattiloscritte, per puro piacere personale.
    2.    Sottomesso a qualsiasi cosa, aperto, in ascolto.
    3.    Cerca di non ubriacarti mai fuori di casa.
    4.    Sii innamorato della tua vita.
    5.    Qualcosa di quello che senti troverà la sua forma.
    6.    Sii il folle santo muto della mente.
    7.    Soffia forte quanto vuoi.
    8.    Scrivi quello che vuoi senza fondo dal fondo della mente.
    9.    Le inesprimibili visioni dell’individuo.
    10.    Per la poesia solo il tempo che ci vuole.
    11.    Tic visionari che vibrano nel petto.
    12.    Fantastica in trance sognando l’oggetto che hai di fronte.
    13.    Rimuovi le inibizioni letterarie, grammaticali e sintattiche.
    14.    Come Proust sii un vecchio tempomane.
    15.    Racconta la vera storia del mondo attraverso il monologo interiore.
    16.    Il gioiello centrale d’interesse è l’occhio dentro l’occhio.
    17.    Scrivi per te stesso nel ricordo e nello stupore.
    18.    Lavora dal succoso occhio centrale verso l’esterno, nuotando nel mare del linguaggio.
    19.    Accetta per sempre la perdita.
    20.    Credi nel sacro profilo della vita.
    21.    Lotta per disegnare il flusso che già esiste intatto nella mente.
    22.    Non fermarti per pensare alle parole ma per mettere meglio a fuoco il disegno complessivo.
    23.    Tieni conto di ogni giorno la data magnificata nel tuo mattino.
    24.    Non aver paura o vergogna della dignità della tua esperienza, lingua e conoscenza.
    25.    Scrivi perché il mondo possa leggere e vedere le immagini precise che ne hai.
    26.    Filmlibro è il film in parole, la forma visiva americana.
    27.    In lode del Personaggio nella Deprimente Solitudine disumana.
    28.    Componi in modo scatenato, indisciplinato, puro, procedendo dal basso, più folle è meglio è.
    29.    Tu sei sempre un genio.
    30.    Scrittore-Regista dei film Terrestri Sponsorizzati e Finanziati in Paradiso.

Agata Virgilio

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