• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
martedì, 13 Ottobre 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Attualità

Jerry Krause: il villain senza cui “The Last Dance” non esisterebbe

di admin
26 Mag 2020
in Attualità
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
jerry krause ultima voce
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

The Last Dance è stato senza dubbio uno dei fenomeni mediatici di questa quarantena. La docu-serie prodotta da ESPN e distribuita in Italia da Netflix ha raggiunto infatti risultati stratosferici, diventando in meno di due mesi la serie più vista in assoluto su Netflix Italia e facendo riaffiorare nel Bel Paese un’enorme passione  per l’NBA.

La serie narra le gesta di quella che è probabilmente la squadra di pallacanestro più forte della storia, con al suo centro il giocatore più forte di tutti i tempi e alla guida il migliore allenatore: i Chicago Bulls degli anni 90′. La storia, raccontata perfettamente grazie ad un mix di interviste attuali e filmati dell’epoca, in uno stampo fin troppo “cinematografico” più che “documentaristico”, con personaggi caratterizzati in stile blockbuster hollywoodiano. Dall’eroe Michael Jordan, l’inseparabile spalla del protagonista Scottie Pippen, l’antieroe Dennis Rodman, la “guida” Phil Jackson e finendo con quello che, per gran parte della storia, viene identificato come il cattivo, Jerry Krause. Cattivo però senza il cui “The Last Dance” e i leggendari Chicago Bulls probabilmente non esisterebbero.

Il ragazzino cicciottello di Chicago, Illinois

Jerome Krause nasce e cresce a Chicago, dove mostra fin da subito un’amore sconfinato per lo sport, basket e baseball in particolare. L’amore però non è corrisposto, Jerry è un ragazzino basso, cicciottello e poco altetico, e questo lo relega ad un ruolo più che marginale nella squadre di baseball dell’high school. Jerry però non si arrende e si reinventa come giornalista sportivo per una rivista locale, studiando nel frattempo giornalismo alla Bradley University. Qui arriva l’illuminazione, passando il suo tempo libero nella palestra del college, dove stila dettagliatissime statistiche sui giocatori della scuola, Jerry Krause ha capito, farà il talent scout.

RELATED STORIES

Terremoto a Panama di magnitudo 7.7 con 147 repliche 1

Terremoto a Panama di magnitudo 7.7 con almeno 147 scosse

10 Ottobre 2026
Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva a Roma 1

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

1 Ottobre 2026

Finito il college Krause iniziò a lavorare come scout NBA per i Baltimore Bullets, lì si guadagnò la fama di ottimo scopritore di talenti, portando alla ribalta il suo primo grande giocatore, Earl Monroe, futuro vincitore dell’anello. Durante il Draft 1967 Kruse suggerì ai Bullets la scelta di una giovane ala dell’Università del North Dakota, i Bullets non scelsero quel ragazzo che andò ai Knicks, ma per uno dei tanti casi del destino, Jerry Krause ci rimase in contatto.

Gli anni passarono e Krause continuò il suo lavoro di scout passando fra varie franchigie NBA, fino a cambiare sport e iniziare a lavorare per i Chicago White Sox. Ai White Sox un ormai affermato Krause conobbe Jerry Reinsdorf, proprietario della squadra che, riconosciuto il suo talento gli offrì il ruolo di General Manager per l’altra sua squadra: i Chicago Bulls.

Krause l’architetto

Michael Jordan Ultima Voce

Jerry Krause approdò alla guida dei Bulls con un obiettivo ben preciso, costruire una squadra vincente intorno all’astro nascente della squadra: Michael Jordan. La base non era sicuramente delle migliori, Jordan affermò infatti di aver visto più volte i senatori di quei Bulls prima e dopo le partite dare feste a base di droga e alcol, era un’altra NBA. Inoltre la piazza era decisamente fredda, i tifosi dell’epoca non erano particolarmente abituati alle vittorie, i Bulls giocavano infatti abitualmente intorno a 6 mila spettatori, numeri lontani da quelli dell'”era Jordan”.

Partendo da questa poco solida base Jerry Krause ebbe le sue prime intuizioni geniali. Prima su tutte la “pesca miracolosa” del Draft 97, dove il GM dei Bulls prese in un solo colpo Scottie Pippen, probabilmente il miglior “secondo” della storia del basket, e Horace Grant fondamentale per i primi 3 titoli dei Bulls. Poi, nel 1988, scambiò Charles Oakley, uno dei migliori amici di Michael Jordan, per Bill Cartwright. Fu qui che i rapporti fra il campione e il GM iniziarono a incrinarsi, ma l’intuizione si rivelò azzeccata dato che Cartwright fu poi importantissimo per porre fine al dominio Pistons.

Infine Krause diede al secondo allenatore Tex Winter le redini tecniche della squadra, gettando le basi del famoso “triangolo“. Mentre diede il compito di mettere nella testa dei giocatori le tattiche di Winter a quella giovane ala dei Knicks con cui era rimasto in contatto, il nome di quel ragazzo era Phil Jackson, e gli diede il ruolo di primo allenatore.

La nascita della leggenda

Il gioco è fatto, le fondamenta della leggenda sono gettate, i Bulls interrompono la legacy dei Pistons e spadroneggiano per tre anni. Poi i primi dissapori, dopo la pubblicazione del libro The Jordan Rules si apre una breccia fra i protagonisti di quella squadra, Krause inizia a mal sopportare il fatto che Jackson sia considerato l’unico artefice dei grandi Bulls, fra i due inizia una Guerra Fredda. Anche il rapporto con i giocatori iniziò a deteriorarsi, in particolare quello con Pippen, a causa del mancato adeguamento del suo contatto e dell’acquisto del croato Toni Kukoc.

Kukoc però, insieme a Steve Kerr e Dennis Rodman, si rivelano le nuove grandi intuizioni del GM dei Bulls, che trasformano una grande squadra come quella del primo three-peat nella squadra più forte della storia del gioco.Chicago Bulls Ultima Voce

La fine di Jerry Krause e dell’era Jordan

Tutte le storie però sono destinate a finire. Infatti la colpa che più viene attribuita a Krause è quella di aver “rotto il giocattolo” Bulls. Nel 1997 i rapporti divennero troppo tesi, si arrivò al limite e Jerry disse che non avrebbe riconfermato Jackson  “nemmeno se quest’anno finiremo 82-0”. Iniziò così la rapida dissoluzione della squadra più forte della storia del basket, i Bulls persero infatti alla fine del 1998 tutti i principali interpreti di quella squadra.

Jerry Krause rimase a Chicago, ma non riuscì a rifondare quella grande squadra, nata dall’incontro di tante personalità così differenti ma che per anni hanno lavorato in sinergia per il raggiungimento di un obiettivo comune. I Chicago Bulls erano anche Michael Jordan, ma non erano solo Michael Jordan; e il più grande merito per l’incontro di questi personaggi va senza dubbio a Jerry Krause, l’architetto di quei Chicago Bulls. Un uomo dal carattere sicuramente non facile, smanioso di comandare, ma che non ha sicuramente ricevuto i giusti onori. A testimone di questo non gli fu mai concesso un posto  nella basket Hall of Fame fino alla sua morte, avventuta nel 2017 a causa di complicanze legate alla sua obesità.

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. A Krause quel che è di Krause, il ragazzino cicciottelo di Chicago che non vide fino alla fine completamente ricambiato il suo amore per lo sport.

Michele Larosa

Tags: BasketChicagoChicago Bullsjerry krausejordankrauseMichael JordannbaNetflixOlimpiapippenrodmanSerie tvSteve Kerrthe last dancetoni kukoc
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Terremoto a Panama di magnitudo 7.7 con 147 repliche 1
Attualità

Terremoto a Panama di magnitudo 7.7 con almeno 147 scosse

10 Ottobre 2026

Un terremoto a Panama di magnitudo 7.7 ha danneggiato abitazioni, strade, attività commerciali ed edifici...

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva a Roma 1
Attualità

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

1 Ottobre 2026

Vittorio Sgarbi ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Le sue...

Raid sauditi sullo Yemen, morti e feriti a Taiz 1
Attualità

Raid sauditi sullo Yemen, sette morti nel mercato di Taiz

27 Settembre 2026

I raid sauditi sullo Yemen hanno colpito il mercato centrale di Taiz, provocando almeno sette...

Palestine Action e le sanzioni USA
Attualità

Palestine Action, dagli USA all’Italia: quando le sanzioni colpiscono il dissenso

10 Settembre 2026

Gli USA di Donald Trump continuano a reprimere il dissenso, in patria e oltre oceano....

Prossimo articolo
biodiversità foreste fao onu

Biodiversità delle foreste: il benessere dell'ecosistema è a rischio

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.