Jim Morrison, lo sciamano bohemien. Tutte le vite del Re Lucertola

Chi non conosce il Re Lucertola? Anche solo dalla voce, o per una canzone, o a causa di una foto in bianco e nero vista chissà dove chissà quando… Jim Morrison, detto anche Mr Mojo Risin. Il cantante dei Doors, sì, proprio lui.

Si muoveva come un indiano d’America in una danza rituale. Sul palco Jim  Morrison diventava lo Sciamano. Nel corso dell’esibizione, come un festante dionisiaco, cantava dei miti moderni, e come uno sciamano evocava un panico sensuale per rendere significative le parole di questi miti. Agiva come se un concerto fosse un rito, una cerimonia, una seduta spiritica, e lui era lo strumento per la comunicazione con il sovrannaturale. Tentava di strappare gli spettatori dai loro posti a sedere, dai loro ruoli, dalle loro menti, così che potessero vedere l’altro lato della realtà, anche solo per una breve occhiata. Il suo messaggio era: apriti un varco comunque ti sia possibile, ma fallo adesso. Spesso il messaggio era sfocato e così si perdeva tra la musica, i miti, la magia e la follia.

Jim Morrison resterà sempre un’icona del rock, famoso non solo per il essere il frontman dei Doors. Era un cantante sensuale e carismatico, trasgressivo e profondo. Si riteneva un poeta per vocazione e, infatti, ha scritto numerosi testi che sono poesie. Tutta la sua produzione letteraria e artistica affonda le radici in alcune particolari letture giovanili. Arthur Rimbaud, William Blake, Friedrich Nietzsche sono i suoi modelli principali. Tre personalità diverse, accomunate da una stessa marginalità e ribellione nei confronti della società.

Poeta maledetto e Profeta della libertà

Jim Morrison possedeva una grande volontà di superamento e di trasformazione. Tanto che dedicò la sua intera esistenza al non semplice compito di andare sempre oltre i propri limiti. Una cosa che invitava a fare anche agli altri. Incoraggiandoli a superare le convenzioni sociali e le inibizioni personali, per raggiungere una libertà incondizionata.

Tale libertà, o la sua ricerca, lo portò ad abbracciare uno stile di vita sregolato, o semplicemente bohémien. Proprio come il suo poeta preferito, Arthur Rimbaud. Erano entrambi dei ribelli che vissero poco e scrissero tanto. Il simbolismo di Rimbaud influenzò profondamente le poesie i e i testi di Jim Morrison. Infatti, le canzoni dei Doors brulicano di citazioni rimbaudiane, con un intero album (“The soft parade“) dedicato al poeta francese.



Le altre vite del Re Lucertola

Ma Jim Morrison non era solo un poeta ribelle e un bohémien. Infatti, durante le sue performances, si trasformava in uno sciamano. Diventava il punto di contatto tra questa dimensione e un’altra, tra il mondo naturale e quello sovrannaturale. Con la voce, i gesti, le parole e i movimenti era in grado di trasportare le persone come in un rito iniziatico o in un viaggio estatico. Nell’estasi si supera un limite e si raggiunge una riconciliazione tra il sopra e il sotto, il dentro e il fuori. Il Re Lucertola voleva invocare e far rivivere quel profondo sentimento panico che risiede in tutti noi.

Musica e parole servivano a innescare una sorta di trance sciamanica. Ma anche droghe e stupefacenti vari facevano la loro parte. Non dimentichiamo che dopo tutto siamo negli anni ’60 e la psichedelia è un fenomeno molto popolare.  Ad alimentare quello che già era uno spirito dionisiaco, oltre ai suoi tempi, furono però anche le letture di Nietzsche. Dal pensatore tedesco trasse una particolare concezione dell’esistenza, votata al dionisiaco, cioè all’ebbrezza e all’estasi. Qualcosa che era palpabile in tutte le canzoni, nei testi e nel suo modo di esibirsi.

La musica dei Doors era concepita infatti per portare le persone “a un orgasmo emotivo attraverso la mediazione di parole e note”, come affermò lo stesso Morrison. Il nome della band “The Doors” è tratto da un verso di William Blake, uno dei suoi tre “eroi”. Tale verso era stato ripreso, sin dal titolo, da Aldous Huxley nel suo libro sugli effetti della mescalina (“Le porte della percezione”). Il verso di Blake recita infatti:

If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is: infinite.

Che tradotto sarebbe

«Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita

Verso il Varco

In questo verso è racchiusa tutta la poesia dei Doors e di Jim Morrison. Per lui si trattava di superare i propri limiti, di esplorare ciò che non si conosce. Il suo motto era “Break on through!”, che è anche il titolo del primo singolo dei Doors e che significa “Apriti un varco”. Ciò che conta è aprirsi un varco verso l’altra parte, verso ciò che può sembrare oscuro e ignoto. Solo così è possibile giungere a quell’obbiettivo tanto ambito -forse terribile, forse paradisiaco- di assoluta libertà.

Le vite del Re Lucertola furono molte. Quella di Jim Morrison una sola, intensa ma breve. La sua tragica e prematura scomparsa segnò con un tratto indelebile la storia del rock, nonostante la sua carriera musicale sia durata appena 5 anni. Jim Morrison morì il 3 luglio del 1971, all’età di 27 anni. Proprio come Jimi Hendrix, Janis Joplin o Brian Jones… Aggiungendosi alla triste lista dei prestigiosi membri del Club 27.

Vincenzo Rapisardi

 

 

 

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