Johnson & Johnson condannata a pagare 4,7 miliardi di dollari per il talco cancerogeno

Il prodotto conteneva fibre di amianto. L'azienda annuncia l'appello

La nota azienda americana dovrà risarcire 22 donne che avrebbero sviluppato un cancro alle ovaie in seguito alla presenza di asbesto (amianto) nel talco. La Johnson & Johnson ha dichiarato che farà ricorso, come fece già in passato per altre sentenze simili.

La Johnson & Johnson dovrà pagare 4,7 miliardi di dollari alle ventidue donne che ritengono il talco della nota azienda responsabile del loro cancro alle ovaie.

La questione del talco cancerogeno della Johnson & Johnson è iniziata nel 2017, infatti la nota casa farmaceutica ha dei precedenti per cui fu condannata per la medesima faccenda. Decine di esperti hanno parlato durante il processo e dopo cinque mesi il giudice ha infine deciso, come nei casi precedenti, che l’azienda americana è responsabile per non aver informato i consumatori della presenza di asbesto nel suo talco.

Questo materiale è molto comune in natura e in passato fu utilizzato per la sua capacità di resistenza al calore. La pericolosità dell’asbesto ha portato diversi Paesi a vietarne l’utilizzo. Le nazioni che proibiscono questo materiale sono più di 50, ma tra queste non troviamo gli USA. Molti dei prodotti venduti negli Stati Uniti hanno al loro interno questa sostanza. Quest’ultima deve però rappresentare meno dell’1 per cento della composizione. Questo viene spiegato dettagliatamente nel sito specifico sull’asbesto.

Il giudice, inoltre, ha accusato la Johnson & Johnson di aver truccato i test per evitare di far vedere la presenza di asbesto. La giuria ha stabilito 550 milioni di dollari per i danni compensativi. Ad ognuna delle 22 donne andranno quindi 25 milioni di dollari. Dopo essersi riunita per un’ora, la commissione ha deliberato i danni punitivi che ammontano in 4,14 miliardi, arrivando così in totale alla cifra record di 4,69 miliardi di dollari.

La Johnson & Johnson ovviamente ha annunciato il ricorso in appello. La portavoce della Johnson & Johnson, Carol Goodrich, ha dichiarato:

“I prodotti della società non contengono asbesto e non causano cancro alle ovaie, ribalteremo questa sentenza che è il prodotto di un processo fondamentalmente ingiusto. I diversi errori presenti in questo processo sono stati peggiori di quelli nei precedenti processi che sono poi stati capovolti”.

La sentenza, infatti, in alcuni dei processi precedenti ha visto un completo ribaltamento. Dei dibattiti ancora aperti nessuno ha avuto una conclusione definitiva.

Martina Bertolino

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