Kevin Spacey e il “canto del pugile”, una rinascita artistica

L'attore compare a Roma per un reading di poesie

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L’estate italiana richiama sempre nel nostro paese celebrità d’oltreoceano, estasiate dalla qualità del cibo e dalle vacanze indiscutibilmente sublimi. Anche quest’anno gli avvistamenti non mancano: Bruce Springsteen sul Lago di Como, oramai un ospite fisso sempre amato dagli italiani; recentemente anche Michael Jordan avvistato a Bologna. Gli esempi si potrebbero sprecare.

Ma la comparsa di Kevin Spacey a Roma desta subito l’interesse dei giornalisti, anche perchè l’attore non si trova nella capitale in vacanza o per “svago”.

 

Kevin Spacey a Roma

Pugile a riposo

Pochi giorni fa l’attore Kevin Spacey ha svolto un reading di poesie presso la sede di Palazzo Massimo del Museo Nazionale Romano. Le poesie nascono dalla mente e dall’estro dello scrittore Gabriele Tinti, ispirate alla statua “Il pugile a riposo”, una bronzea raffigurazione risalente al IV° secolo a.C.

La collaborazione tra Gabriele Tinti e Kevin Spacey nasce mesi fa, quando lo scrittore si decide a contattare l’attore americano tramite una semplice email al suo manager. Durante la corrispondenza, Tinti scopre un uomo appassionato, che accoglie subito il progetto: l’idea di far rivivere l’arte, darle voce, tanto da tenere gli occhi dello spettatore attenti e incollati sull’opera.

Il frutto di questa collaborazione si osserva nel video del reading: un Kevin Spacey magistrale, una folla estasiata e un’intensità senza precedenti.

 

 

 




 

“Cantare il peso d’una vita drammatica”

Il pugile volge il capo verso qualcosa di speciale che sta accadendo, intanto rimane seduto sofferente, sanguinante e segnato da ferite. La poesia che scrive Tinti, all’interno della raccolta “Rovine” canta la “fragilità dell’uomo, la sua solitudine e il peso d’una vita drammatica“, l’attesa di un verdetto umano o divino, ma anche la rivalsa e la voglia di lottare fino all’ultimo.

La scelta di Kevin Spacey come attore sembra per alcuni molto accurata se vista in rapporto al testo di Tinti, in riferimento ad un’umanità drammaticamente ferita e sola. L’attore non faceva ritorno sulle scene da ben due anni, dopo gli scandali di molestie che lo avevano coinvolto finalmente le accuse sono state ritirate.

Quello che è certo è che questo evento rappresenta una rinascita artistica, dopo l’ondata di scandali che stava iniziando a condurre questa straordinaria carriera nell’oblio. Ciò che vince è il canto d’un pugile in lotta, la capacità di un attore di rialzarsi anche se ferito e il valore di un’arte che purifica.

La “Rovina” non è sempre la caduta di un uomo, può essere il suo inizio più glorioso.

 

Jacopo Senni

 

 

 

 

 

 

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