Kenya: il KSA e La Sapienza voleranno nello spazio

La Sapienza vola, di nuovo, nello spazio, a fianco del Kenya. La ormai consolidata collaborazione tra l’Università di Roma e il KSA (Kenya Space Agency) continua, e nuovi lanci sono progettati per agosto

La missione spaziale vedrà il proprio compimento ad agosto, e sarà il primo lancio del KSA nel nuovo millennio, dopo l’attività svolta tra gli anni ’80 e ’90. Il lancio avverrà dal Centro spaziale di Malindi.

Il Centro spaziale

Il Centro spaziale di Malindi è un sito molto grande situato in Kenya, e intitolato a Luigi Broglio, il primo italiano ad organizzare missioni spaziali, nonché padre del Progetto San Marco, che porterà l’Italia a collaborare con la NASA e ad essere la terza nazione a lanciare un satellite completamente costruito e progettato in patria, da una piattaforma italiana, con personale completamente italiano.

Inoltre proprio il centro spaziale è nato a seguito del Progetto San Marco. Infatti fu possibile costruire il centro grazie ad una piattaforma dell’ Eni dismessa. Grazie al suo strategico piazzamento è un sito particolarmente interessante per compiere lanci, anche se ormai non ospita partenze dal 1988.

La sua conformazione prevede un sito di lancio vero e proprio, situato su una piattaforma oceanica, la piattaforma San Marco, deputata originariamente allo sbarco di navi americane, poi donata, con intercessione della NASA, all’Italia e riconvertita. Ci sono poi altre due piattaforme, denominate Santa Rita, atte al controllo. Si ha poi un segmento terrestre, atto al controllo e alla ricezione di segnali. Quest’ultimo è tutt’ora in funzione e riceve segnali da satelliti di diverse agenzie.

Dal 1993 il Centro spaziale è di proprietà dell’università La Sapienza, che negli anni ha rinnovato le tecnologie ed ha intessuto rapporti con il KSA.




La missione e il KSA

La collaborazione è regolata da un’accordo firmato nel 1995 tra le due nazioni. L’Italia si occupa della gestione e manutenzione del centro, e il Kenya consente la presenza della base sul proprio territorio a patto che ingegneri kenioti vengano addestrati e formati. 

Già nel 2018 la collaborazione aveva dato i suoi frutti, con il lancio del CubeSat 1KUNS-PF, un mini-satellite progettato dagli studenti della Sapienza e dell’ Università di Nairobi. Il satellite fu lanciato dal Centro spaziale di Tsukuba, a bordo di un SpaceX Falcon 9. Una volta raggiunta la stazione spaziale il satellite è stato poi messo in orbita.

Se quello del 2018 fu un satellite di prova per la nazione africana quella di  agosto è una missione di particolare importanza per il Kenya e il KSA. Dal Centro spaziale di Malindi infatti partiranno due mini-razzi, contenenti satelliti. I satelliti entreranno in orbita grazie a delle mongolfiere ad alta quota, che permetteranno lo svolgimento della missione a costi ridotti.

La presenza di satelliti kenioti in orbita può tornare utile alla nazione africana per diversi motivi. Oltre a poter raccogliere e vendere dati si avrà la possibilità di controllare gli incendi e rilevare aree con presenza di minerali. Questa è la terzo lancio spaziale di uno stato africano dopo quelli di Ghana e Nigeria.

Marzioni Thomas

 

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