L’Agenzia dei bugiardi: chiunque può avere il suo alibi perfetto

Ironica, scorretta, irriverente: l'ultima commedia di Volfango De Biasi

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S.O.S. ALIBI

Commedia cinicamente scorretta, almeno nell’intento del regista, l’Agenzia dei bugiardi è destinata a far discutere pubblico e critica.

Diretta da Volfango De Biasi e con un cast d’eccezione, la grande protagonista della storia è la bugia. S.O.S. Alibi è l’agenzia al cui comando si trova il fascinoso Giampaolo Morelli che con l’aiuto di 2 singolari collaboratori, il narcolettico Paolo Ruffini e il nerd  Herbert Ballerina, costruiscono per i loro clienti incredibili coperture per scappatelle extraconiugali e vizi segreti.

A rivolgersi all’agenzia è Massimo Ghini, uomo di mezza età annoiato dalla routine matrimoniale che ha bisogno di una copertura per un week end con l’amante. Peccato che Ghini è anche il padre di Alessandra Mastronardi, talebana della verità ad ogni costo, di cui si innamora proprio Morelli.

In questo contesto surreale da commedia degli equivoci, nella splendida cornice della provincia leccese, si sviluppa la trama e l’intreccio dei personaggi.




Cast d’eccezione

Il film funziona grazie al ritmo e alla bravura del cast dove ognuno incarna uno stereotipo che assume significato nell’incastro con l’altro, dove l’altro non sempre è lo stesso.

L’Agenzia dei bugiardi è un meta film e meriterebbe di essere visto due volte.

Il film in superficie è divertente ma non esilarante, fa sorridere più che ridere, porta un’idea nuova ma non è del tutto originale. Poi c’è l’anima della sceneggiatura ed è un’anima colta. Una pellicola piena di camei, contributi ed un continuo spostamento dell’asse in un gioco delle parti di pirandelliana memoria. Nessuno è come sembra, niente è come appare.

Mentre scorre su un binario la commedia italiana più tradizionale, ecco che il regista inserisce a corredo personaggi assolutamente stravaganti, quasi strizzando l’occhio a Tarantino, con comparsate ad effetto di Piero Pelù, Raiz e Vaporidis.

La stessa Diana Del Bufalo, nella storia amante svampita di Ghini nonché aspirante cantante rap, è un personaggio assolutamente anticonvenzionale e ben costruito.

Il 2019 parte bene per il cinema italiano

Perciò se l’intento dichiarato da De Biasi del politicamente scorretto è forse un tantino edulcorato dall'”happy end“, dove la verità e l’amore convenzionale trionfano su bugie e trasgressione, la forza della pellicola sta tutta nei richiami, nelle sfumature e soprattutto nell’incastro perfetto del gruppo-attori.

Come inizio anno per il cinema italiano è un esordio davvero niente male,  un pizzico di cattiveria in più nella trama e forse nella seconda lettura si sarebbe potuto intravedere anche qualcosa dei Fratelli Cohen.

Insomma un film da vedere perché che si sia dei bugiardi patologici o fieri assertori della verità ad ogni costo, non c’è proprio nessuno che almeno una volta nella vita non abbia desiderato rivolgersi ad una S.O.S. Alibi.

Federica Nobilio

 

 

 

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