ll misticismo senza poesia è superstizione, e la poesia senza misticismo è prosa

Fonte : commons wikipedia
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Colui che giunge alla coscienza della vita spontanea che si manifesta negli spiriti individuali è un mistico. Sia pure artista, filosofo, uomo di armi, poeta: purché non attribuisca a se stesso la propria creazione, egli è un mistico. (Giuseppe Prezzolini)

Thomas Seddon (1821-1856), artista teso all’analisi del dato naturale e alla percezione del paesaggio in tutte le sue suggestive allusioni alla vita, ricopre un ruolo sui generis all’interno del più ampio quadro della visione preraffaellita. Costui ne sposerà il sentire, ma non farà mai parte della Confraternita, nonostante intratterrà rapporti con i vari artisti facenti parte di essa.

Figlio di un ebanista e fratello di un architetto, intraprende un tirocinio con Charles Lucy e ha come illustre maestro Paul Delaroche. Seddon nutre in nuce una tensione mistica che si rivelerà a pieno durante in suo viaggio in Medio Oriente nel 1840, meta ambita da molti artisti che erano attratti dall’habitus biblico dei luoghi santi. Egli però, a dispetto dell’aspetto esclusivamente religioso, sceglie anche di rappresentare quelli che sono i costumi quotidiani della gente del posto. Visitando questi posti acquisisce un senso di consapevolezza di sé, della sua vita e del Creato che lo circonda. E profonde questa poetica nella sua arte piena di verità e autenticità.

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La sua opera, “La valle di Josafat” (1854-1855), è significativa del suo cammino interiore: questa tela racchiude l’intensità del panorama del Monte degli Ulivi e l’Orto di Getsemani, commista al colore popolare dell’attività di un pastore con il sue gregge che riposa all’ombra di un arbusto. In lontananza si intravede la moschea di Al Aqsa e la chiesa dell’Ascensione. La dedizione all’elemento naturale è presente nell’estrema peculiarità nel riportare i particolari che donino un’aurea di autenticità alla scena. Allo stesso tempo il respiro della composizione è sostenuto da uno spirito che trascende il reale e varca la soglia di un universo mistico e intimo. La luce dell’immagine è percettibile come veritiera, ma anche come una luminosità che ha origine dal profondo dell’anima.

Il suo animo da viaggiatore lo porta a visitare anche l’Egitto accampandosi in una tenda su una collina, con tutte le difficoltà della permanenza dovute al clima e agli insetti. Seddon accompagnerà il pittore preraffaellita William Hunt a Gerusalemme. La convivenza si rivelerà disarmonica e proseguirà il suo iter verso l’Oriente con la volontà di riprodurre paesaggi del Libano. Morirà durante una tappa del viaggio. All’indomani verrà organizzata una retrospettiva con i suoi quadri contemplando il corpus artistico nella sua interezza riconoscendone il valore e la singolarità.

Costanza Marana

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