La battaglia di Greenpeace contro l’olio di palma in Indonesia

Un'area grande come la metà di Parigi distrutta in due anni per favorire l'industria

Una nuova inchiesta di Greenpeace svela come le massicce piantagioni per produrre olio di palma stiano devastando irreparabilmente la foresta pluviale nei pressi di Papua.

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Indonesia, 4 mila ettari di foresta pluviale in Papua è stata completamente rasa al suolo per dar spazio all’industria dell’olio di palma. In due anni infatti un’area equivalente alla metà della città di Parigi è stata deforestata. A rivelarlo è la nuova indagine a cura di Greenpeace che accusa tramite diverse immagini scioccanti “un’azienda produttrice di olio di palma dalla quale si riforniscono marchi come Mars, Nestlé, Pepsi e Unilever”.

Greenpeace investigation uncovers massive deforestation as Indonesian Government minister arrives in EU to defend palm oil industry.



Come spiega Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia:

“Secondo i dati del ministero dell’Ambiente indonesiano tra il 1990 e il 2015 l’Indonesia ha perso circa 24 milioni di ettari di foresta tropicale: più di ogni altro paese al mondo. Dopo aver distrutto gran parte delle foreste pluviali di Sumatra e Kalimantan, l’industria dell’olio di palma sta ora avanzando verso nuove frontiere vergini, come Papua. Se il governo indonesiano intende continuare a difendere l’industria dell’olio di palma dovrebbe prima assicurare che vengano adottate e rispettate politiche volte a fermare la deforestazione, il drenaggio delle torbiere e lo sfruttamento dei lavoratori e delle comunità locali.”

Come agirà Greenpeace?





La notizia, o meglio la denuncia da parte dell’ong è avvenuta tramite il suo profilo twitter. Foto e video pubblicati tra marzo e aprile del 2018 testimoniano come la deforestazione massiva cui sono sottoposti i territori inclusi nella concessione di olio di palma controllata dalla Hayel Saeed Anam Group sia ormai a livelli critici e non più ignorabili.

Diana Ruiz, palm oil campaigner di Greenpeace Usa, ricorda inoltre che:

“Solo poche settimane fa abbiamo chiesto a importanti consumer brand come Pepsi e Nestlé di confermare che stavano facendo del proprio meglio per smettere di comprare olio di palma da aziende che distruggono foreste, ma questo filmato purtroppo rivela che siamo davvero indietro. I brand devono garantire che le loro catene di approvvigionamento siano libere dalla deforestazione e l’unico modo per farlo è monitorare e applicare in modo proattivo i loro standard di non deforestazione.”

In aggiunta Richard George, responsabile della campagna antideforestazione in UK, aggiunge:

“I brand parlando di ripulire il loro olio di palma da oltre un decennio. Compagnie come Unilever e Nestlé pretendo di essere leader del settore. Allora perchè stanno ancora comprando da distruttori delle foreste come il gruppo HSA? Cosa dovrebbero pensare i loro clienti? Cosa ci vorrà per convincerli ad agire?”




Al momento la politica adottata dalla nota ong sono campagne di boicottaggio verso queste aziende irrispettose dell’ambiente. Si adotteranno infatti misure di sensibilizzazione per tutti i noti brand con la speranza che non comprino più olio di palma dai produttori inquinanti.

Silvia Barbieri

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