La battaglia è ben altra e sta in nuove strategie di neutralità: su “Terza guerra mondiale” di Luca Ciarrocca

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Sabatina Napolitano www.ultimavoce.it

Di Sabatina Napolitano


Che cosa è “la terza guerra mondiale” e perché esistono le armi nucleari programmate per distruggere? Una domanda che è un tabù, una paura collettiva, una verità, un esito apocalittico, un disastro da evitare. Non si impara a far la guerra o la battaglia, oppure sì. Questo è stato uno dei quesiti che si sono posti anche i poeti italiani nel corso delle guerre (basti pensare a Ungaretti, Quasimodo, Montale) non solo gli scrittori e gli umanisti così come i filosofi.
Prima che parlino i poeti e i letterati, portando la voce e la confessione di tutti attraversata dai sentimenti, è evidente che l’urgenza viene toccata da politici, giornalisti e intellettuali.

La politica per Ciarrocca è tribale, il pensiero di tutti imbottito delle false dicotomie ma questo è evidente visto l’ignoranza che dilaga e l’inutilizzo del pensiero critico da parte di chi dovrebbe esercitarlo quotidianamente.
Organizzare un discorso intorno una inchiesta è complesso se non si hanno da dire delle cose importanti e dei fatti da riportare, ecco nel caso di Luca Ciarrocca basta leggere gli articoli nel blog sul sito del Il Fatto Quotidiano per capire in che campo ci muoviamo prima di parlare di “Terza guerra mondiale”.
Gli articoli del giornalista spaziano tra economia e finanza con riflessioni intorno ad argomenti diversi: lo scrittore parla del “quantitative easing”, dell’economia creata da Draghi, del debito pubblico, dei riflessi dell’economia sul terrorismo, etc.
Lo sguardo di Ciarrocca è esercitato quindi su un panorama globale e non solo europeo, e le sue osservazioni dimostrano che l’economia e la finanza sono due protagoniste strategiche in ogni tipo di crisi. Ed è di fatto la lotta a una economia che non lasci indietro nessuno a rendere interessante le strategie che incontrano il singolo e quindi le nazioni. La storia dell’economia è stata scritta sulle grandi riforme, sul confronto di classe, sulla lotta all’imperialismo, sull’indagine del nuovo proletariato immigrato.

Chiedersi oggi come e dove finisca la politica imperialista per una strategia riformista che sviluppi la borghesia, chiedersi dove si muove e come il capitale europeo è un argomento che non solo politici e intellettuali dovrebbero tenere.
La visione “alta” che coincide col salvare quello che resta del pensiero politico ed economico è una condizione necessaria allo sviluppo di un pensiero critico soprattutto per incidere libertà dalla melassa mediatica quotidiana.

La storia troppo spesso, non è altro che il lato oscuro delle “suggestioni localiste, nazionaliste, populiste, xenofobe” come suggerisce Ciarrocca.
La questione degli economisti sta nel loro potere predittivo, un po’ come i geologi riescono a predire terremoti, il loro è necessariamente un potere associato all’indagine finanziaria per prevedere disastri. Se la storia della politica si è fatta su colpi di stato, azzardi, scommesse è anche vero che è la politica non deve finire per essere talk, campagne di insulti, diffamazioni, disgusti, azioni incontrollabili dalle conseguenze imprevedibili.

Terza guerra mondiale www.ultimavoce.it chiarelettere “Terza guerra mondiale” edito Chiarelettere è un libro estremamente interessante di geopolitica mondiale frutto di dossier, atti, decreti, rapporti riservati con esperti di strategia militare e politica.
Questo non è solo un libro di documenti ma è una inchiesta utile, ed è un reportage che discute delle nuove armi della guerra, in particolare delle armi atomiche che sono oggetto di una discussione sull’autodistruzione di massa.
Se è vero che l’uomo non è stato capace di prevenire una pandemia pur avendone gli strumenti e avendo la scienza e i fondi per prevenire un disastro simile di taratura globale è evidente che prendere coscienza di questi punti intorno alle armi nucleari è doveroso e non è solo un atto di responsabilità collettiva.

La guerra in Ucraina poteva essere evitata, Ciarrocca aggiunge:

“ma ora ci siamo dentro e in termini di Realpolitik l’esito finale del conflitto potrà perpetuare l’egemonia americana sull’Unione europea (chi controlla il Vecchio continente controlla il mondo), oppure porvi fine. La sconveniente verità è che queste guerre sono appena iniziate. In altre parole, nel medio e nel lungo periodo è poco plausibile che Stati Uniti, Ue, Nato, e Russia tornino a una coesistenza stabile (che è invece l’obiettivo della grande, tranquilla, potente e prudente Cina), quindi sembra più probabile un periodo di forte tensione in Europa. E agli americani tale ipotesi non dispiace”.

Le tesi dello scrittore riguardano le bombe atomiche degli Stati Uniti in Italia nelle basi di Ghedi e Aviano, in Lombardia e in Friuli. L’indicazione è quella di una domanda a cui non si riesce a dare risposta “come si ferma l’escalation bellicistica?”.

Dopo la citazione di Pertini l’inchiesta si compone di undici capitoli, la conclusione prima di altri documenti e di una lista di siti con le armi nucleari nel mondo.
All’inizio di ogni capitolo sono riportate frase di pensieri di Einstein, Papa Francesco, Robert Oppenheimer, Barack Obama, Antonio Gramsci, Szu Tzu, John Maynard Keynes, Socrate, Harry Truman, Adriano Olivetti, Eduardo Galeano.
Il punto non sta nel proporre un’analisi colta, come è questa, ma nel riuscire a districarsi nel terrore per trovare una chiave di svolta.

Ecco, in questa fase storica e per questo genere di storia, non abbiamo precedenti, non c’è un mondo parallelo già distrutto che può fare da modello, che va comparandosi.
Ci sono eroi come Petrov che col buonsenso ci salvò dalla catastrofe atomica, c’è il riferimento alla Fas (la Federation od American Scientists) che si occupa di geopolitica globale, c’è una mappa molto chiara con gli arsenali nucleari nel mondo, si trovano i riferimenti a Bellingcat, una panoramica sulla situazione del Medio Oriente.
Quello che è chiaro dall’analisi di Ciarrocca è che di bombe nucleari e di armi nucleari ce ne sono veramente troppe, e il disarmo globale resta una utopia.
Facciamo affidamento su un trattato, il Tpnw che è appunto un trattato di proibizione delle armi nucleari, firmato da ottantasei paesi ma non dall’Italia entrato in vigore il 22 gennaio 2021 ma nonostante si tengano a bada i paesi con “ambizioni nucleari” esisteranno ancora i sommergibili nucleari, Stati Uniti e Russia saranno per sempre nemici, ci sarà sempre il wargame segreto del Pentacolo, la Cina sarà sempre una superpotenza economica e nucleare, l’antagonismo tra Stati Uniti e Cina rischierà di far aumentare la probabilità di “cigni neri” in grado di scatenare la guerra mondiale. Nonostante gli attivisti antimilitaristi e associazioni contro le armi atomiche e contro la guerra in Ucraina viviamo in uno scenario di terrore, la conclusione di Ciarrocca è quella di una visione del mondo (utopica) senza bombe atomiche, verso un percorso di neutralità e pace.

È evidente che non siamo autosufficienti, che il pericolo di una terza guerra mondiale è imminente, che la distruzione del pianeta è possibile, ma come si può fare a cambiare educazione, come si può riuscire a cambiare le posizioni di chi crede di essere nel giusto, sempre, suffragato da energie ed equilibri che pensa opportuni e invece sono irrimediabilmente falsati e ipocriti?

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