La BBC e le bufale di Salvini sul Coronavirus: l’emergenza nell’emergenza

La BBC e le bufale di Salvini: davvero tante!

Matteo Salvini si è fatto eleggere. Ad incoronarlo la BBC, insieme a Trump, Bolsonaro e Swamy, come più grande diffusore di bufale sul Coronavirus. È rimbalzato anche nel nostro Paese, infatti, poche ore fa, un video che lega la BBC e le bufale di Matteo Salvini.

Pare che l’emittente radiotelevisiva abbia in realtà reso pubblico il video il 16 aprile scorso. In quella data però la notizia non è giunta in Italia, colpendo invece lo Stivale soltanto ora.

Il servizio racconta di come l’emergenza Coronavirus abbia portato alcuni leader politici a diffondere notizie false rispetto alla pandemia.

La querelle più diffusa, come tutti sappiamo, è quella che lega Cina e Stati Uniti.

I due Paesi sono ormai impegnati in un interminabile battibecco sul chi avrebbe creato e diffuso, volontariamente, il Coronavirus, tra militari e laboratori. Ovviamente, siamo tutti a conoscenza anche del fatto che gli esperti sostengono che il Coronavirus non sia stato appositamente creato dall’uomo. Ma, per Trump, la questione non è solo questa: sono diverse, infatti, le dichiarazioni del Presidente degli USA sulla pandemia non esattamente corrispondenti al vero.

Il video poi racconta di come Bolsonaro sia invece riuscito a farsi bannare da tutti i social network.

Con l’esplodere della pandemia delle fakenews di pari passo con quella del Coronavirus, colossi come Twitter e Facebook si sono infatti impegnati a verificare la marea di notizie diffuse, bloccando immediatamente quelle false. Così, quando il brasiliano ha diffuso dei video in cui dava per certa l’efficacia del farmaco antimalaria contro il Coronavirus, invece soltanto sottoposto ad esperimenti non ancora giunti a conclusione, si è visto letteralmente oscurato.

Tra due campioni olimpici come Trump e Bolsonaro si posiziona qualcuno di nostra conoscenza.

Il rapporto tra la BBC e le bufale di Salvini ci appare chiaro dopo poche battute: lo speaker racconta di come Matteo abbia pescato nel cilindro televisivo e lanciato la bomba sui social senza verificare alcunché. Il riferimento ovviamente è al servizio del Tg Leonardo andato in onda nel 2015. Nel servizio in questione, si parlava di un supervirus fabbricato nei laboratori cinesi che destava allarme nella comunità scientifica.



Tutti ci ricordiamo del riscontro che ebbero i post di Salvini e compagni. La cosa era ovviamente inevitabile a causa del panico da Coronavirus. Ma lo era anche per un altro motivo, che non dovremmo mai dimenticare. In un mondo che gira nel verso giusto, uno dei maggiori esponenti della scena politica, a qualsiasi schieramento appartenga, prima di diffondere qualsiasi notizia provvede a verificarla accuratamente, conscio della propria visibilità e, soprattutto, della propria funzione di guida per i cittadini che lo sostengono.

La conclusione del servizio della BBC è triste quanto innegabile:

Ci sono tante cose che ancora non sappiamo, ma l’emergenza Coronavirus, che affligge tutti noi, non ha impedito al virus delle dichiarazioni inaffidabili di continuare a diffondersi in tutto il mondo.

Mariarosaria Clemente

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