La Bella e la Bestia rischia il blocco per propaganda gay

Il nuovo live action della Disney, ispirato all’omonimo cartone La Bella e la Bestia, ha un personaggio gay: rischia di non uscire nelle sale sovietiche

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La Bella e la Bestia rischia il blocco per ‘propaganda gay’
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La Bella e la Bestia, il nuovo live action targato Disney in uscita nelle sale il 16 marzo, avrà un personaggio apertamente gay, il primo della storia Disney!

Si tratterà di LeTont, interpretato da Josh Gad. L’annuncio è stato dato qualche giorno fa proprio dal regista Bill Condon. La presenza di questo personaggio gay è dedicata alla memoria di Howard Ashman, autore di alcuni testi delle canzoni originali del cartone animato, il quale però non poté assistere al debutto del suo lavoro sul grande schermo per via dell’AIDS.

Ma quello che forse ancora non sapete è che La Bella e la Bestia rischia di non uscire nelle sale di alcuni Paesi a causa proprio della presenza di un personaggio omosessuale. Parliamo in questo caso della Russia, dove il parlamentare Vitaly Milonov ha chiesto a Vladimir Medinsky, ministro della Cultura, di controllare la pellicola al più presto così da verificarne che non vi siano contenuti illegali.

In Russia l’omosessualità non è considerata reato dal 1993, ma in questi oltre venti anni parecchi passi indietro sono stati fatti dalla legislazione sovietica in materia. Nel 2003, infatti, è stato inserito il divieto di “propaganda gay” per  i minorenni.

Come è facile immaginare, il film in questione è rivolto a bambini e famiglie, motivo per il quale ci potrebbero essere i reali presupporti perché Medinsky blocchi la pellicola prima dell’uscita ufficiale.

Se anche la Disney, da sempre icona della tradizione, ha aperto i suoi orizzonti e creato un legame con quella che è la realtà del giorno d’oggi, pensare che la legislazione sovietica vieti La Bella e la Bestia sembra forse un po’ esagerato. Anche se, in effetti, non occorre arrivare fino in Russia: subito dopo l’annuncio del registra, infatti, un cinema in Alabama ha annunciato che non passerà il film nelle sue sale per lo stesso motivo.

Ad ogni modo, se davvero la nuova pellicola fosse bannata da un Paese così grande come la Russia, potrebbe essere un duro colpo per il business cinematografico legato al film.

Negli ultimi anni ci sono stati vari motivi per i quali alcuni Paesi hanno bloccato dei film, come il Vietnam che ha bannato Hunger Games perché mostrava troppi morti, oppure la Cina con il remake di Ghostbusters, colpevole di promuovere culti e superstizioni.

Annachiara Cagnazzo

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