La chiamava “bambina mia”, la magistrata Silvia Curione fa arrestare il procuratore di Taranto

Lorenzo Tosa
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Lei è Silvia Curione, a molti di noi questo nome e questo volto non dicono nulla. E, invece, l’Italia dovrebbe essere orgogliosa di questa giovane donna magistrata di 39 anni che, praticamente da sola, ha scardinato un presunto sistema di potere basato su intimidazione, corruzione e patriarcato tossico.

È stata lei la prima – e l’unica – a denunciare, in un clima di paura e omertà, l’attuale procuratore capo di Taranto Carlo Maria Crapisto (a Trani all’epoca dei fatti) che, insieme ad altri, le aveva fatto pressioni di ogni genere – anche a sfondo sessuale – per indurre lei, Sostituto Procuratore, a perseguire in sede penale una persona senza che esistessero i presupposti.

Per mesi Silvia Curione è stata oggetto di ogni genere di commenti, avance e apprezzamenti svilenti, penosi. Ogni giorno Crapisto le diceva: “Ricordati che sei solo una bambina”. “Ricordati che sei mia.” “Bambina mia” la chiamava. Lei, una pm che ha firmato indagini su mafie, criminalità organizzata e su alcuni dei casi più duri e complessi degli ultimi anni, trattata come una bambolina da un potere maschile che pensava di poterne disporre come di una cosa propria. Quanto si sbagliava.

Per mesi Silvia ha incassato, apparentemente subito. È rimasta in silenzio, e intanto annotava tutto: i fatti e le parole; i commenti e la manipolazione.

Poi, al momento giusto, ha denunciato, scardinando letteralmente un intero sistema con un effetto domino che ha portato giù con sé, oltre a Crapisto (ora ai domiciliari), un collega magistrato, un poliziotto e tre imprenditori. Tutti rigorosamente uomini. Tutti di potere.

Questa è la storia di una magistrata, di una donna, di una servitrice dello Stato che ha onorato fino in fondo il suo giuramento. Lo ha fatto rischiando tutto e mettendosi contro i poteri forti, quelli veri.

Provate a parlare di lei, se avete il coraggio.
Provate a insultare anche lei, se ci riuscite. Provate a dire qualcosa su questa donna del sud libera, di questa straordinaria professionista che non ha piegato la schiena e la testa.

L’Italia, il Presidente della Repubblica, premi questa donna. Questa grande donna. Altro che “bambina”.

7 Comments
  1. Adriano says

    Gran donna bella e coraggiosa, spesso qua in Italia le persone così vengono emarginate o rovinate. Stavolta ha vinto la giustizia vera.

    1. Ultima Voce says

      Vero. Per questo motivo cerchiamo di dare risalto a tutte le donne come Silvia. Un abbraccio, nella speranza di poterti rileggere presto.

  2. Rocco says

    Chapeau x questo giovane Magistrato, certamente un esempio da seguire, bell’articolo, peccato per la vena misandrica (…rigorosamente uomini…)

  3. Patrizia says

    Una grandissima Donna!

  4. Gino says

    Come mai TV e giornali non ne hanno mai parlato? Scandaloso

    1. Ultima Voce says

      Vero. Anche per questo motivo speriamo tu possa apprezzare ulteriormente la nostra proposta editoriale. Un abbraccio.

  5. peppino says

    Chi sei,la mia bambina non sei più,sei un magistrato con le “palle” e mi hai fatto arrestare asieme ai miei compari…sei cresciuta,non me ne ero accorto…

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