La Cina vieta i reality a causa di idolatria e immoralità

La Cina vieta i reality shows per frenare i comportamenti idolatri dei fans e la diffusione di una cultura immorale tra i giovani cinesi. Inoltre, per riformare l’industria di intrattenimento cinese, ordina il divieto di trasmettere programmi con uomini “femminuccia” e artisti “immorali”. 

La nascita di nuove celebrità

Negli ultimi anni, lo sviluppo di nuovi “idoli” trova largo spazio in Cina, anche per la produzione di programmi innovativi con formati simili a quelli sudcoreani e britannici. Programmi come “Youth with You” e ”Produce 101” hanno reso i loro giovani protagonisti delle celebrità di ampio successo nel pubblico cinese.

Ciò, però, ha portato anche a delle controversie. Per fare un esempio, qualche settimana fa, alcuni fan della pop star Kris Wu, arrestata con l’accusa di stupro, hanno progettato un piano di fuga per poterlo scagionare.

La Cina riforma l’industria dell’intrattenimento

Il governo cinese, preoccupato di come il consumo di intrattenimento e di gossip possa influenzare lo stampo culturale dei giovani cinesi, ha deciso di agire. Giovedì 02.09.21, l’ente regolatore cinese delle trasmissioni, ovvero la National Radio and Television Administration, ha “chiesto” ai media di non mostrare nei programmi alcuna ricchezza o divertimento, di non incentivare i gossip o gli argomenti scottanti e immorali, così come di censurare celebrità volgari e di evitare il “pan-entertainment”.

Il Partito Comunista cinese ha da sempre avuto relazioni complicate con la cultura popolare cinese, che considera “volgare”. Perchè, come spiega Hockx, che dirige l’Istituto di studi asiatici in Indiana, se da una parte il partito vuole che la cultura sia popolare, dall’altra non approva il tipo di cultura che il popolo condivide. 

La Cina vieta i reality e le estetiche fuori dall’ordinario

Ma non è tutto qui. Perchè come è usuale da parte del CCP, dietro una legge, vengono adombrati ulteriori aspetti restrittivi o di censura mirati. Perchè, sebbene la richiesta della National Radio and Television administration sia molto larga, emergono aspetti più mirati. Infatti, è stato introdotto il divieto per le emittenti di trasmettere programmi o spettacoli televisivi che possano portare allo sviluppo di celebrità individuali. Prendendo di mira dunque soprattutto i reality. 



In aggiunta, è stato esplicitamente richiesto di evitare “estetiche fuori dal normale”. E qui ci si dovrebbe forse chiedere cosa sia normale o ordinario. In particolare, si è fatto esplicito divieto di quelle “abnormal aesthetics” quali uomini “effemminati” (sissy men), influencer volgari e artisti con una “morale ormai decaduta”. 

Queste ultime esplicitazioni sono interessanti, se collegate soprattutto con attinenti avvenimenti recenti: come la richiesta dell’Università di Shangai di avere una lista di studenti gay. O il precedente annullamento dello Shangai Pride, una delle manifestazioni annuali per le minorità LGBTQ+ più longeva della Cina.

Leonardo Mori

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