La generosità del Congo nei confronti della popolazione italiana colpita dal terremoto

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A rendere complicata l’opera dello scrivere, del raccontare di eventi accaduti non è solo la loro gravità o la loro tragicità: la stessa difficoltà si presenta anche quando quello che si vuole riferire stupisce per la sua meraviglia e per la sua bellezza.

Come delizia il gesto che diversi villaggi del Congo hanno compiuto nei confronti delle zone del Centro Italia devastate dal terremoto dell’ottobre scorso. Tutto è iniziato dopo che don Ghislain, il parroco di uno dei villaggi congolesi coinvolti, ha proposto ai suoi fedeli la visione di un video che presentava le tragiche conseguenze del terremoto: a motivare l’impegno dei politici locali e delle persone che hanno contribuito alla raccolta dei fondi, non è stato solo un semplice sentimento di compassione (non affatto ovvio) ma forte è stato anche il senso di riconoscenza nei confronti delle tante persone “che ogni giorno realizzano numerose attività socio-umanitarie per gli abitanti della zona”, come ha scritto il sindaco del distretto Daniel Mouangoueya nella lettera che accompagnava la donazione.

La cifra giunta nelle mani del presidente della regione Umbria è segno che nelle case povere di denaro vivono persone ricche di sentimenti e che non esistono limiti e distanze quando l’Amore che si veste di Carità si mette in testa qualcosa! Una donazione dal Congo, da una delle popolazioni più devastate e sottosviluppate del Pianeta: il Kingoué, il distretto costituito dai trenta villaggi da cui è stata inviata la somma, è privo di acqua corrente e di luce e le persone vivono solo grazie all’attività dell’agricoltura e dell’allevamento.

A quanto pare per scegliere di compiere il bene non risulta necessario godere di chissà quali comfort, così come per trasmettere ai bambini e alle bambine il sentimento di condivisione e quello della gratuita generosità, non è indispensabile ricorrere a qualche compromesso. Il solo sapere di aver offerto un sorriso, di aver incoraggiato e di aver commosso persone in difficoltà, può bastare. Alla splendida gente del Congo è bastato.

Non ho specificato la cifra donata poiché non si tratta solo di soldi: a tintinnare è stata la bellezza del gesto e ad arricchire è stata la sua limpidezza.

Che dire se non che si spera di avvertire ancora questa difficoltà nel raccontare di eventi a motivo della loro meraviglia…

Deborah Biasco

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