La guerra dei rifiuti nell’Italia dei fuochi

Dentro i nostri invalicabili confini, dove tra non molto, respireremo tutti quanti l'aria avvelenata prodotta dalle fiamme delle discariche dei rifiuti.

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Tra domenica 14 e lunedì 15 ottobre sono divampati a poche ore e chilometri di distanza gli ultimi due roghi di rifiuti che in tutta Italia, ormai, risultano essere un avvenimento consueto: prima a Milano, nel magazzino della Ipb, impresa di immagazzinamento e trattamento di materiali inerti, poi a Novate Milanese, nell’azienda Ri.Eco, che tratta carta e plastica. Una vera e propria “guerra dei rifiuti” che colpisce tutto il territorio nazionale, e che dietro, nasconde innegabilmente un unico modello delinquenziale a manovrare tutto il sistema.

Occorre chiedersi perché gli incendi dei depositi dei rifiuti, sempre troppo pieni, spesso avvengono di notte? E perché quasi mai sembrano accidentali? 

Quello dello smaltimento dei rifiuti influenza rapporti commerciali complicati e molto fruttuosi che opererebbe come una perfetta “lavatrice” delle sporche ricchezze delle mafie.

In Lombardia, una regione che come il resto di Italia è terra dei fuochi, le indagini, che ad oggi hanno portato a sei arresti effettuati, cinque italiani e un cittadino straniero, continuano, ma il numero di preoccupanti avvenimenti che si sono succeduti negli ultimi mesi è sconvolgente.

Dall’incendio intenzionale a Bruzzano (Milano) di luglio 2017, a quello di settembre alla Eredi Bertè di Mortara nel Pavese che lavorava rifiuti speciali. Si passa per i roghi che nel mese di ottobre hanno completamente demolito il magazzino di rifiuti industriali della Carluccio srl a Cinisello Balsamo, per altro, proprietaria anche della struttura di Bruzzano. E ancora l’incendio che il 12 febbraio è scoppiato in via Zama a Milano, nel deposito Amsa.

Oltre a queste vicende, bisogna ricordare anche le discariche abusive, come quella di Corteolona in Lomellina, dove il 3 gennaio è andato demolito uno stabilimento abbandonato. Per spegnere le fiamme che hanno incenerito gomma, ecoballe e plastica c’è voluta una settimana.

La solita assente continua a essere la sicurezza, impegnata ad alimentare il business delle mafie. Ormai è risaputo, con la gestione della migrazione umana si guadagna molto di più che con i traffici di droghe e con i rifiuti si trasforma il denaro sporco in denaro pulito.

Quello che fa davvero orrore è che il capo del Viminale è troppo occupato a sloggiare i bisognosi in subdole operazioni atte ad aiutare i palazzinari a fare “mercato immobiliare” mentre alla povera gente toccherà trovare un ciglio sotto i portici, svolgere attività lavorative in nero alimentando l’antagonismo con i rifugiati e tutti insieme inaleranno l’aria avvelenata prodotta dalle fiamme delle discariche. Tutto questo, accade mentre il decreto sicurezza si impegna sul fronte pseudo terrorista sviando l’attenzione di tutti dai problemi più gravi di questo marcio paese.

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