La guerra del latte e i produttori in ginocchio. “I consumatori devono sapere”

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Gli allevatori italiani hanno perso in un anno oltre 550 milioni di euro perché il latte viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione di oltre il 20%. La protesta degli allevatori italiani, iniziata la scorsa settimana e portata avanti anche nel weekend, prosegue ancora. La contestazione a Ospedaletto Lodigiano (LO) è iniziata sabato mattina con migliaia di allevatori da tutto il Nord e Sud Italia.

Questa mattina, martedì 10 novembre, circa 80 produttori aderenti alla Coldiretti hanno inoltre manifestato davanti all’ipermercato Carrefour di Parabiago, nel cuore della provincia di Milano. La protesta non è limitata a specifiche e ristrette aree geografiche ma presenta carattere nazionale e si protrae a Ospedaletto Lodigiano ormai da giorni davanti ai cancelli della Lactalis. Presidi analoghi si stanno svolgendo anche in altre regioni italiane, come Lazio e Puglia.

 

4mila stalle chiuse

Da quando la multinazionale del latte francese Lactalis ha comprato Parmalat nel 2011, in Italia sono state chiuse 4mila stalle, più del 10% del totale.Oltre al marchio Parmalat, Lactalis detiene anche Galbani, Invernizzi e Locatelli. Il focus della guerra del latte è il prezzo del latte riconosciuto agli allevatori – deciso unilateralmente dagli industriali – che nell’ultimo anno è calato del 20% a 34 centesimi al litro, sotto i costi di produzione.

“Il Made in Italy alimentare nel settore lattiero caseario è dominato da una multinazionale straniera che impone unilateralmente agli allevatori le proprie condizioni e beffa le istituzioni nazionali», ha spiegato il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo. Come riportato da ‘La Repubblica’, Secondo Coldiretti ci sono tutti gli estremi per un intervento dell’Antitrust affinché si verifichi se ci sono stati “comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori, che hanno portato prima in Spagna e anche in Francia alla condanna delle principali industrie lattiero-casearie”.

Per intervenire contro quella che da CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) viene definita strage delle stalle, Cia Lombardia e Confagricoltura Lombardia hanno organizzato da ieri fino a mercoledì 11 novembre un presidio di allevatori presso lo stabilimento Lactalis di Corteolona (PV), a una decina di chilometri dal centro distribuzione già bloccato da Coldiretti.

Il latte a prezzi sottocosto

“Siamo in seria difficoltà e i consumatori italiani lo devono sapere – ha affermato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia – Devono sapere che gli allevatori italiani hanno perso in un anno oltre 550 milioni di euro perché il latte viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione dei compensi di oltre il 20% rispetto allo scorso anno e su valori inferiori a quelli di vent’anni fa, mentre al consumo i pezzi non calano”.

La situazione in cui versano di produttori dell’industria lattiero-casearia italiana è assai grave, se si considera – come spiega ancora Coldiretti – che “nel passaggio dalla stalla allo scaffale i prezzi si moltiplicano fino a quattro volte per il latte fresco, con i centesimi che si trasformano in euro pagati dai consumatori. Il prezzo corrisposto agli allevatori è inferiore, in media, di almeno cinque centesimi rispetto ai costi di produzione, che variano da 38 a 41 al litro”.

 

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