La Lingua dei Segni non è stata ancora riconosciuta in Italia

Dal palco dell’Ariston di Sanremo, l’interprete LIS Mauro Iandolo, figlio di genitori sordi, ha tradotto, nella Lingua dei Segni, la canzone delle Vibrazioni in gara al Festival.

Si è trattato di una modalità innovativa per puntare l’attenzione su un tema spesso trascurato.  Un argomento tanto importante ma lasciato in secondo piano.

Ancora, è stata una novità assoluta quella di trasmettere il Festival in LIS, in contemporanea con la diretta tv.

Ma non sono le uniche iniziative degne di nota.

Ricordiamo anche il percorso della Regione Lombardia per abbattere le barriere della comunicazione. Infatti, attraverso il servizio video chat LIS, le persone sorde possono interagire con gli operatori avendo a disposizione un interprete a distanza.

Si segnala poi AccessibItaly, promosso dall’ENS (Ente Nazionale dei Sordi onlus) e co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Questo progetto intende creare itinerari culturali, consentendo una maggiore accessibilità alle persone sorde e sordocieche.

Infine, le iniziative, annunciate dall’Inter, per le persone con disabilità visiva/uditiva. Tra queste, il racconto tramite LIS della Conferenza stampa di Antonio Conte, l’allenatore della squadra calcistica, per la prima volta dall’ottobre 2019. Attraverso il progetto “BUU”, acronimo di Brothers Universally United, l’Inter ha preso infatti posizione contro il razzismo ed ogni forma di discriminazione.

In particolare, l’FC Internazionale Milano ha inaugurato una radiocronaca per i tifosi nero-azzurri con disabilità, presenti allo stadio San Siro a Milano.




Ma a che punto siamo con il riconoscimento della LIS in Italia?

Nel nostro Paese la Lingua dei Segni non è stata ancora riconosciuta.

Il Senato ha approvato  il 3 ottobre 2017 un disegno di legge a questo proposito, poi passato alla Camera dei deputati.

Stiamo quindi aspettando che anche la Camera lo approvi per attuare le “Disposizioni per l’inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, per la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione e per il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS) e della LIS tattile”.

In effetti, secondo quanto previsto dall’articolo 3 della Costituzione italiana:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

E, allora, com’è possibile che la Lingua dei Segni non sia ancora stata riconosciuta in Italia?

Occorre che accessibilità, inclusione e partecipazione paritaria siano diritti garantiti nella società.

Che queste parole non rimangano solo “vuote”. Che acquisiscano un significato. Come abbiamo visto dalle iniziative accennate sopra.

Una nota: a livello internazionale ricordiamo l’evento dell’International Week of the Deaf, celebrato ogni anno nell’ultima settimana di settembre. Questo evento è promosso dalla Federazione mondiale dei sordi, nata a Roma il 23 settembre 1951.

Ma, proprio l’Italia è l’unico Paese in Europa dove non è ancora in vigore una legge che riconosca la LIS.

Restiamo quindi in attesa, sperando in rapide evoluzioni.

Marta Annalisa Savino

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