La Meloni scende in piazza? Allora la Lega occupa il Parlamento

Un passo prima dell’eversione. Due passi oltre la follia.

Mentre le regioni in mano alla destra, Calabria e Liguria in testa, sfidano apertamente il governo con ordinanze suicide al grido di “Riapriamo tutto”, Salvini e la Lega questa notte, col “favore delle tenebre”, hanno occupato ad oltranza il Parlamento con un atto che odora di propaganda e puzza di fascismo.

E in realtà non è altro che la mossa della disperazione da parte di un uomo che quest’estate chiedeva “pieni poteri” e oggi sta precipitando (sondaggi alla mano) in un baratro di irresponsabilità, improvvisazione, analfabetismo istituzionale e costituzionale.

Il tutto tirando per la giacchetta nientemeno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, usato squallidamente come sponda politica dopo che per mesi i sovranisti lo hanno ingiuriato, vilipeso, delegittimato un giorno sì e l’altro pure.

Eccola.
Eccola qui “l’opposizione costruttiva”.
Eccoli quelli che parlano di “responsabilità nazionale” e poi passano le giornate (e le notti) a farla sempre un po’ più in là di dove è arrivato il proprio alleato. La Meloni scende in piazza? Allora la Lega occupa il Parlamento. E via, più giù, sempre più giù, in una guerra in nome del “prima gli italiani” e di cui gli italiani finiranno per essere le vere e uniche vittime.

Rassegnatevi. Ormai gli italiani hanno capito il gioco, il trucco è stato scoperto, il consenso è in picchiata.
I danni fatti da questi cialtroni alle istituzioni e alla credibilità di questo Paese sono irreversibili.
Quelli alla salute (ancora) no.
Fermatevi, fermiamoli. Prima che sia troppo tardi.

 

Lorenzo Tosa


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