La misurazione del secondo potrebbe cambiare, è solo questione di tempo

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Nel futuro il tempo non sarà più lo stesso. O almeno la sua definizione. I progressi scientifici cambiano la misurazione del secondo.

La misurazione del tempo è data, secondo il SI (Sistema Internazionale) dal secondo (s). Vi siete mai chiesti però con cosa si può misurare esattamente il secondo?

Probabilmente ora l’occhio sarà caduto su qualche lancetta dell’orologio. Ma la domanda è un’altra: la durata del movimento della lancetta dell’orologio da dove proviene? Cosa determina che il secondo debba essere proprio quel lasso di tempo lì?

La risposta forse stupirà chi non mastica questi concetti tutti i giorni. Affidandosi al dizionario leggiamo che il secondo

è l’intervallo di tempo che contiene 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra i due livelli iperfini dello stato fondamentale dell’atomo di cesio 133.

Probabilmente la definizione non avrà dipanato ogni dubbio. E di certo tutto diventerà più comprensibile, ma non meno affascinante, chiarendola: il secondo è il tempo che un atomo di cesio eccitato impiega per compiere 9.192.631.770 oscillazioni.

Almeno questa è la definizione data dal Comitato Internazionale dei pesi e delle misure del 1967.



La proposta:

Da qualche mese è stato però proposto il cambiamento della definizione di secondo. Il suggerimento proviene dal Consultative Committee for Time and Frequency (CCTF) del Bureau International des Poids et Mesures (BIPM), l’ufficio che si occupa di mantenere l’uniformità delle misurazioni in tutto il mondo. Vi immaginate se, ad esempio, il metro non fosse lo stesso ovunque nel globo?

Come – bene o male – abbiamo imparato a scuola, esistono sette grandezze fondamentali, tra cui, appunto, il secondo. Ciò significa che da queste grandezze chiamate – non a caso – fondamentali deriva la misurazione di ogni altra grandezza. Queste ultime sono infatti indicate come grandezze derivate (esempio la velocità, misurata in m/s). Ciò significa che il cambiamento influenzerà anche quelle grandezze che dal secondo derivano.

Ma in definitiva, cosa cambierà? Data l’evoluzione che la scienza ha avuto negli ultimi anni, la proposta prevede che la misurazione del secondo sia data con strumenti ancora più sofisticati di quelli già in possesso.

Naturalmente sarà solo la misurazione a cambiare, non la sua durata. Si potranno usare gli orologi atomici ottici, che riescono a misurare il tempo con una precisione ancora maggiore. Basti pensare che i fisici sono riusciti a realizzarne uno che non perde un secondo nell’arco di miliardi di anni. Nessuna scusa per i ritardatari, insomma.

La nuova modalità di misurazione ancora non è certa e diverse sono le alternative. Ad occuparsene sarà la prossima General Conference of Weights and Measures che si terrà entro il 2022.

Ciò che è certo sarà il fatto che a cambiare non sarà sicuramente la nostra percezione del secondo. Che, in definitiva, della sua misurazione può anche fare a meno.

Misurare il secondo tra Chronos e kairos:

Si sa, i filosofi di tempo se ne intendono. Non nel senso che sanno cos’è, ma perchè se ne sono occupati e di certo non smetteranno di farlo.

È Sant’Agostino infatti ad ammettere:

“Che cosa è, allora il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so.”

Situazione in cui in fondo siamo tutti immersi davanti al mistero del tempo. I Greci, dal canto loro, lo sapevano bene, dato che avevano diversi nomi con cui chiamare il tempo. Tra questi ci sono i termini chronos e kairos.

Chronos indicava il tempo oggettivo, misurabile ed esterno a noi. Il tempo quantitativo. Kairos era invece il tempo interiore, soggettivo, qualitativo. Gli orologi atomici sempre più precisi faranno quindi riferimento a Chronos. Il nostro vivere il tempo, saperlo cogliere e sentire, farà invece capo a quella divinità con il ciuffo sbarazzino di Kairos. Quell’attimo opportuno da afferrare e non farci sfuggire.

Così, nonostante la misurazione del secondo possa mutare, inseguendo una definizione sempre più precisa, l’uomo ancora deve imparare la grande lezione che nessuna misurazione potrà mai darci: come vivere il proprio tempo.

Caterina Simoncello

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