La narrazione della propaganda intollerante

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Ci sono pagine Facebook che diffondono meme e immagini dal contenuto ingannevole o utili per raccontare una presunto racconto da inculcare nella mente dei lettori. Basta prendere, infatti, la foto di un anziano e di un uomo di colore per generare indignazione e odio.




Il 26 aprile 2017 la pagina Facebook “Fiamma Nazionale” pubblica la seguente immagine con il seguente testo:

Il primo potrebbe essere italiano, ha forse fatto la guerra, poi ha continuato a lavorare e pagare tasse per 40 anni, ora sopravvive. Il secondo è africano, non ha fatto mai nulla per l’Italia ma ha un buon posto in hotel pagato dallo stato italiano, vitto gratuito ed un sussidio giornaliero.

La stessa immagine così composta è stata diffusa all’estero, come possiamo vedere nel sito Pravyprostor.cz:

Mentre già a inizio 2016 la foto dell’uomo sulla destra veniva usata per altri meme. Ecco l’immagine citata e spiegata dal sito Nonsolobriciole.it e diffusa recentemente via Twitter (esiste una versione straniera):

Una triste realtà..questi ha oziare in parchi..piazze..sale gioco..gli italiani a barcamenarsi per un tozzo di pane!#MovimentOnesti #NonRubo

L’immagine dell’anziano (quello che “potrebbe essere italiano“) è stata prelevata sicuramente dal sito Dreamstime.com e si tratta di una foto in vendita dall’utente Uko_jesita:

L’immagine del presunto operaio italiano è stata presa dal sito Fotolia.com, un’altra foto in vendita scattata in Germania da un utente di nome Cohelia.

L’uomo sulla destra, al contrario, viene descritto senza alcun condizionale, sostenendo con certezza che sia africano, che non ha mai fatto nulla per l’Italia e che ha un buon posto in hotel. Chi è? Dove si trovava? Dove è stata presa la foto? Siamo sicuri che sia un immigrato clandestino o un turista? Non importa, ciò che conta per la propaganda intollerante è far passare il messaggio che alimenti la parte l’indignazione e il favore verso una parte politica che la cavalca.

Nel frattempo i commenti parlano da soli:





David Puente

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