La pace non è il massimo bene

scottfillmer.com
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Opus iustitiae pax
Così, in versione latina, insegna Isaia: la pace è un effetto della giustizia; più esattamente, se si realizza il massimo possibile di giustizia, si può sperare nel massimo possibile di pace. Sempre per quanto è umano, con tutti i limiti e per qualche tempo: ma la giustizia è una buona via per la pace.




Non è vero, e infatti non lo ha mai detto nessuno, il contrario, cioè che “opus pacis iustitia”, cioè che se c’è la pace c’è anche la giustizia. Se io, per amor di pace, lascio fare a chicchessia, allora hanno mano libera i ladri, gli assassini, e, per venire alle cronache europee, i terroristi; e può succedere che io, proprio io Ulderico Nisticò, mi trovi a saltare in aria mentre sto facendo la spesa, mentre passeggio i cani, mentre sto a sentire la Messa… e muoia, il che può anche lasciare indifferente il resto del mondo, ma per me sarebbe il massimo dell’ingiustizia, per me che, sulla Terra, ho una vita sola. Se dunque io posso fermare il terrorista e non lo faccio per amore di pace, la pace è causa diretta dell’ingiustizia.

Come posso fermarlo, io? Personalmente, facendo ricorso a quello che trovo; come cittadino, pretendendo che lo Stato compia il suo dovere. Dovere dello Stato è risparmiarmi la fatica di usare le armi proprie o improprie, e usarle lui tramite i suoi agenti di polizia. Altrimenti ci devo pensare io, e vi assicuro che lo farei con la più ampia serenità di coscienza; e anche con adeguata efficacia.
La polizia britannica e i servizi segreti… mi viene da ridere: 007 con licenza di uccidere! Hanno solo la licenza di farsi ammazzare. Lo stesso per le polizie e servizi di Belgio, Francia, Germania, che negli ultimi mesi sono impegnati a gara chi fa la più brutta figura. L’Italia, almeno finora, si sta regolando meglio, e non so come, ed è molto più serio non saperlo. Nel resto dell’Occidente, i terroristi fanno quello che vogliono, e non li ferma nessuno.
Come si fa a fermarli? Non certo quando compiono l’attentato, bensì prima. E qui lascio il lettore alle sue fantasie; io ho già fantasticato.
Fantasia? I morti per bombe o altro, non sono fantasie, ma morti; e non è una fantasia che domani possiamo leggere di un altro attentato e altri cadaveri. Non è solo inefficienza, è una precisa ideologia che pone sempre e comunque come obiettivo la pace con tutti i suoi corollari buonisti e formalistici, invece della salvezza della cosa pubblica, che è legge suprema. La pace ne è un desiderabile effetto.

 

Ulderico Nisticò

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