A Bari le finte multe sulle auto: la Poesia nasce sulla strada

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Ho sempre paragonato la Poesia ad una romantica donna di strada. Perché solo chi cammina, chi si lascia guidare dal vento e consigliare dalle stelle, è capace di riconoscerla tra l’affanno e le soste di un percorso.

Ho sempre pensato che la Poesia si nasconda nei vicoli non frequentati, tra gli angoli abbandonati e sui cigli dei marciapiedi dove nascono le piante che nessuno innaffia.

Ho sempre creduto che la Poesia provenga dalle strade di cui poche, pochi parlano, le “vie del campo” di ogni paese, e che proceda “dritta fino al mattino, verso l’isola che non c’è” da cui vengono e a cui tendono i Poeti e le Poetesse di ogni tempo.

Come una donna di strada che attrae, e che sia per una sola notte o per tutta la vita, poco importa: ciò che conta è che sia, che avvenga e che resti nella memoria.

Sulla strada… Perché la strada come la Poesia parla di partenza, di arrivo e di spostamento. E parla di coraggio, di scelta e di abbandono. E l’abbandono è una realtà che, in un modo o nell’altro, riguarda tutti e tutte. E tutti, tutte lo sappiamo. E lo sanno anche i componenti dall’associazione Lavorare Stanca che, per la seconda edizione di “Verso Sud: il festival sperimentale di arte di strada, poesia e arti performative” (che in questi giorni, fino a domani, sta coinvolgendo la città di Corato), hanno avuto un’idea geniale: multe finte sulle auto che in realtà sono dei versi poetici di Claudia Fabris che parlano proprio dell’abbandono.

Una sorpresa, un sollievo, una piacevole scoperta per gli automobilisti e le automobiliste che invece di provvedere al pagamento di una antipatica multa, hanno solo da ritagliarsi pochi istanti e leggere della Poesia… perché è sempre tempo per la Poesia; perché ogni strada, è quella giusta se ne accoglie i versi e ne permette la diffusione; e perché le iniziative che si prefiggono la celebrazione della Poesia, rispondono ad un richiamo alto e urgente: la ricerca della sensibilità e della profondità e della capacità coraggiosa di interrogarsi ed interrogare, procedendo oltre, in alto, in fondo.

Una raccomandazione, quindi, agli automobilisti e alle automobiliste delle città di Bari, Barletta, Molfetta, Ruvo, Corato, Andria, Bisceglie e Trani, coinvolte in questa geniale iniziativa: davanti al foglietto rosa sul parabrezza della vostra macchina, non indisponetevi e non arrabbiatevi. Anzi, rendetevi degni, degne di trascorrere del tempo con la Poesia, splendida compagna di chi cammina, di chi viaggia, di chi si lascia sorprendere e di chi ha compreso che il termine “abbandono” può anche essere inteso in questo modo, come insegna la stessa Claudia Fabris:

“c’è dentro un dono, ma non te ne accorgi

[…]

è la sola spiegazione possibile 

e infatti un anno dopo aver scritto questa definizione ho trovato:

ABBANDONARE – dal francese medievale à ban donner ‘mettere a disposizione di chiunque’.

Se così si intende, l’abbandono è anche nelle intenzioni dei versi poetici posti sui parabrezza delle auto.

Poesia per tutti, per tutte. Sempre.

 

Deborah Biasco

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