Éléonore, la prima candidata con sindrome di Down in Francia

La donna si batte per i diritti delle persone affette da Trisomia 21 e ora è candidata alle municipali della sua città nel nord della Francia, Arras

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La prima candidata con sindrome di Down non vuole essere un simbolo, ma l’impegno concreto di una persona valida

Si chiama Éléonore Laloux una dei candidati alle elezioni municipali di Arras, che si terranno i prossimi 15 e 21 marzo nella cittadina a 160 chilometri a nord da Parigi.
Arras è il paese di origine di Éléonore, che infatti è una personalità molto conosciuta e apprezzata: vive da sola in una coloratissima casa in centro e lavora nel settore amministrativo di un ospedale. Ha scritto un libro autobiografico “Triso et alors” nel 2014, dove cerca di scardinare i pregiudizi  sulla gente affetta dalla sindrome di Down, spesso mascherati da falsa volontà di inclusione. Lavora per l’associazione Down Up e per quella fondata dai suoi genitori, “les Amis d’Eleonore”, per salvaguardare i diritti delle persone affette dalla sindrome di Down.
È stato proprio il sindaco uscente, Frederique Leturque, a volere Éléonore nella sua lista “Arras pour Vous”, convinto delle potenzialità di questa giovane donna:

La conosco da vent’anni, ho visto come è riuscita a integrarsi a scuola e sul posto di lavoro. È una personalità conosciuta in città, che dice le cose in modo diretto, come le pensa, e fa osservazioni pertinenti, con concretezza e realismo. La sua energia potrebbe essere molto utile alla mia lista e ai cittadini, afferma il sindaco Leturque.




Il programma politico di Éléonore, fondato sul rispetto dell’ambiente e su cambiamenti utili alle persone disabili

La prima candidata con sindrome di Down della Francia è una fervente ambientalista e afferma che vorrebbe una città che rispetti di più l’ambiente, attraverso più fondi per la pulizia della città (secondo la candidata invasa da mozziconi di sigarette) e maggiori spazi riservati appositamente ai cani.
Inoltre, meglio di chiunque altro conosce anche i più piccoli bisogni delle persone disabili, che vorrebbe soddisfare con piccoli cambiamenti, come scritte in braille sui semafori e marciapiedi più bassi. In questo modo verrebbe in contro a migliaia di persone disabili e in particolare alle 50.000 affette da trisomia 21 stimate in Francia.
La sua candidatura sembra essere in linea con la politica nazionale, in quanto durante la recente conferenza nazionale sulle disabilità, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato l’assunzione di 15 mila assistenti nei prossimi due anni per aiutare i bambini con handicap ad andare a scuola.
Per quanto riguarda noi italiani invece, dopo aver conquistato il primo sindaco transgender, anche noi potremmo muoverci in questa direzione di abbattimento dello stigma sociale su alcune categorie di persone.

Francesca Santoro

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