La prima retrospettiva su Erik Gandini – La creazione della realtà

La prima retrospettiva italiana su Erik Gandini, organizzata da Blue Desk è stata ospitata a Roma dal 27 al 29 Aprile presso il Cinema Trevi – Cineteca Nazionale.

Fonte: cinematografo.it
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“La creazione della realtà” è la prima retrospettiva portata in Italia su Erik Gandini, regista italiano naturalizzato svedese, che si è svolta a Roma dal 27 al 29 Aprile presso il Cinema Trevi, su iniziativa dell’Associazione culturale Blue Desk, con la collaborazione dell’Ambasciata svedese e la Cineteca Nazionale. Le proiezioni sono avvenute alla presenza del regista che ha dialogato con autori, registi e critici.

Fonte: Blue Desk.it

Nove documentari e nuovi linguaggi

Attraverso la visione dei documentari proposti, il pubblico ha avuto modo di apprendere le modalità e i linguaggi scelti da parte di un regista che, con uno sguardo sempre politico, rielabora in modo personale la realtà. La retrospettiva ha portato in scena varie pellicole: da quella più specificatamente storica e politica, presente in “Sacrificio  – Chi ha tradito Che Guevara?“, un documentario che getta dei dubbi su chi sia stato il vero responsabile della morte di Che Guevara, a quelle sociali e di relazione, come “La teoria svedese dell’amore, in cui è messa in discussione la scelta operata in Svezia nel 1972 di basare ogni relazione umana sull’indipendenza.

Da Sarajevo all’Italia di Berlusconi

Raja Sarajevo” ha immerso il pubblico nella guerra del 1994, in cui il regista insieme alla fotografa Martina Iverus, recatisi a Sarajevo con una piccola videocamera, decidono di girare un documentario dopo aver conosciuto quattro amici che cercano di continuare a vivere una vita normale, dipingendo, sciando e organizzando concerti. L’Italia berlusconiana con tutto il suo seguito di fenomeni come Lele Mora, Fabrizio Corona, le Veline, e in generale, tutta la gente furiosa solo di apparire, è stato invece il focus di “Videocracy“. Tra gli altri titoli della retrospettiva “Cosmopolitanis, Surplus, Gitmo, Amerasians, Chirurgo ribelle”.

La complessità del contemporaneo

Un viaggio nel mondo del documentario contemporaneo, in cui, come ha affermato lo stesso Gandini su Left:

 

è necessario mettere in discussione le proprie convinzioni nonostante vorremmo che fossero definitive e assolute. Partire dal presupposto che la realtà è complessa e piena di sorprese, è uno stimolo per un documentarista. Una sorta di palestra all’imprevedibilità, ma anche uno sguardo umoristico sul mondo.

                                                                                                                                                                     Maria Ferro

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