La ragione nell’Illuminismo, il buio del fanatismo e la chiusura delle frontiere

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Dopo il periodo buio attraversato dalla società nel Medioevo, che appannò la cultura e i fasti delle civiltà greca e romana, iniziò una fase in cui l’umanità tentava di uscire dalle tenebre della violenza e della superstizione, intaccando i pregiudizi attraverso il potere della ragione.
Il Rinascimento è caratterizzato dal rifiorire di arti e cultura e, in generale, dalla fiducia dell’uomo nelle capacità di autodeterminarsi, diventando artefice della propria sorte.
Si rileggono i classici con spirito critico e nascono personalità geniali come Leonardo da Vinci o Galileo Galilei, che getterà le basi del metodo scientifico.
Nel Settecento si sviluppa in Francia il movimento dell’Illuminismo, il cui nome manifesta l’intenzione di usare la luce della ragione per dissolvere l’oscurità dell’ignoranza.

Nel 1721 un avvocato, il Barone di Montesquieu, pubblica un’opera dal titolo “Lettere persiane“. La Francia assolutistica l’avrebbe censurato e quindi uscì nella tollerante Amsterdam.
Si tratta di un romanzo epistolare in cui due cittadini persiani, in visita a Parigi, comunicano le impressioni relative alla società occidentale. In particolare vengono denunciati i limiti dell’allora sistema politico: le ingiustizie che il popolo subisce, il fanatismo che aleggia nello Stato, la superbia e la superficialità, invocando la necessità di certezza e uguaglianza.
L’autore è cosciente della difficoltà insita nel rendere concreti gli ideali: per migliorare la società occorre superare pregiudizi e apparenza contro cui si scontrano.
Un ruolo di stimolo, in questo percorso di crescita, viene svolto dal sapere.
Montesquieu avverte che la società tende a chiudersi in sé, osservando gli usi degli altri in maniera negativa e considerando giusti solo i propri, perché valutati “naturali” e scontati. Solo un osservatore esterno, o abituato a confrontarsi con altre realtà, è in grado di coglierne limiti o difetti.
Ecco che il cosmopolitismo, ossia il sentirsi cittadini del mondo, diviene un valore a cui aspirare, costituendo occasione di elevazione mentale e di incontri costruttivi.

Quel che ha caratterizzato l’Illuminismo è anche l’essere stato il primo movimento laico.
Laico è un termine che non significa ateo ma solo che non aderisce a una chiesa specifica, non imponendo alcun dogma religioso.
Questa caratteristica nasce come reazione alle stragi delle guerre di religione che insanguinarono l’Europa, e in particolar modo la Francia, tra il Cinquecento e il Seicento.
Gli illuministi aborrivano il fanatismo religioso, sostenendo che nessun uomo avrebbe mai più dovuto uccidere in nome di Dio.
Voltaire scriveva: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” per sottolineare un atteggiamento opposto al fanatismo.
Il contrario del fanatismo è la tolleranza: tutti hanno il diritto di osservare il personale credo, a patto di garantire agli altri l’esercizio del loro, permettendo la pacifica convivenza di ogni religione.

E’ avvilente che questi concetti, nati dalle sofferenze di persone innocenti nel corso dei secoli, siano stati dimenticati in fretta.
Viviamo in un’epoca in cui il terrorismo genera un clima di paura e intolleranza, spingendo a ipotizzare la chiusura della frontiere, la costruzione di muri divisori e il respingimento dei profughi.
E’ difficile reagire, di fronte al timore che alcune situazioni provocano nel quotidiano, dato che, una semplice passeggiata sul lungomare o in un mercatino di Natale e l’assistere a un concerto o a una funzione religiosa, hanno recentemente provocato la morte di persone a seguito di attentati kamikaze.

Negli ultimi mesi si è assistito a molti sbarchi di migranti provenienti dall’Algeria sulle coste della Sardegna.
Il 20 febbraio, un gruppo di cinquanta extracomunitari, molti dei quali forniti di decreto di espulsione, sono stati fatti salire su un traghetto della Tirrenia a Cagliari, con destinazione Napoli. Non essendo accompagnati dalle forze dell’ordine, è stata messa a loro disposizione un’area della nave, a tutela degli altri passeggeri.
Il gruppo si è però lasciato andare ad atti di vandalismo, molestie e furti, che hanno obbligato il comandante a utilizzare il personale di bordo per arginare la situazione, allertando la polizia al porto di arrivo.

La prepotenza, l’arroganza, la violenza, sono fenomeni che spaventano, ma lo sono ancor di più le azioni di colui che considera un nemico chi non la pensa allo stesso modo.

L’ignoranza dell’uomo, che gli illuministi auspicavano di dissolvere tramite la luce della ragione, pare costituire un’oscurità ancora troppo densa per essere illuminata.

 

Paola Iotti

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