La Russia tra l’intervento militare in Siria e il nuovo massacro in Ucraina

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Secondo un rapporto di una Ong ricavato dai dati dell’Onu, oltre 11 milioni di siriani necessitavano di assistenza umanitaria nel 2020, la metà dei quali si trovava in condizioni di assoluta fragilità. Più di 5 milioni avevano abbandonato le proprie abitazioni per fuggire dal conflitto, con poca –se non nessuna- speranza di ritorno.

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Una catastrofe immensa creata soprattutto dalla devastazione da parte di Putin, il quale ha dato sostegno completo al dittatore siriano Assad nel massacrare la popolazione civile. Tra loro, visto che l’altra volta ho sentito Di Battista dire “e allora i palestinesi?”, anche i campi profughi siriani dove vivono appunto circa 500 mila palestinesi in condizioni di salute e igiene terribili, con poche opportunità di ricevere cure mediche. In tutto questo, vigliaccamente gli Usa – per evitare lo scontro frontale con la Russia – non muove un dito. Anzi, ultimamente si sono coordinati. La “pace” è anche questa roba qui.
Diversi osservatori (quelli competenti, non i fenomeni da baraccone utili per l’audience in TV ) ritengono che l’intervento militare della Russia in Siria e l’impunità con cui è stato accolto dalla comunità internazionale, ha incoraggiato Vladimir Putin. Come pure che il rinnovato punto d’appoggio in Medio Oriente possa affermare il potere russo a livello globale. D’altronde non c’è dubbio che l’aggressione in Ucraina arrivi dopo una serie di interventi militari russi in Cecenia, Georgia nel 2008, Crimea nel 2014 e Siria nel 2011 (ancora in corso).
Ma ritornando alla questione siriana, utile leggere l’articolo dell’Ansa a firma di Lorenzo Trombetta. Parla di come Putin arruola i siriani per combattere in Ucraina. Mille dollari al mese per almeno 6 mesi e la cittadinanza russa è la ricompensa offerta. Non è stato difficile trovare persone disposte a farlo. D’altronde, abbiamo visto i numeri dell’estrema povertà senza precedenti in Siria. Non riesco a condannarli. Qui accomodati nel salotto, senza patire minimamente la fame, anzi con il rischio di ingrassare, è facile giudicare. La bestia è Putin, e i suoi accoliti. Bestia certi “studiosi” che sanno benissimo come stanno le cose. Non dicono al pubblico ammaestrato che in Siria nessun negoziato, nessuna Road map scritta dalle Nazioni Unite fecero recedere Assad e Putin dal proseguire lo scopo. Dovrebbero dirlo, invece di far percepire che il negoziato per la pace in Ucraina non lo vuol fare nessuno. No, è esattamente Putin a prendere tempo, esclusivamente per portare a casa il risultato. Questo è il suo modus operandi.
Sarebbe bello che il Papa chiamasse anche una famiglia siriana per portare la croce alla via crucis. La croce più pesante.

Damiano Aliprandi

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