La scuola del disagio. La povertà educativa specchio della crisi economica

La scuola del disagio tra povertà economica e formativa. A pagarne le spese sono i bambini

La scuola del disagio tra povertà economica e formativa
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Lo Stato indifferente al futuro dei bambini. La scuola del disagio tra stenti e statistiche

I dati sono allarmanti! Uno su sette giovani abbandona la scuola, in particolare nel Sud Italia dove la povertà economica riflette una povertà educativa diffusa. In Calabria, Sardegna e Sicilia il tasso di dispersione supera il 20%. Che i giovani di oggi siano meno motivati all’apprendimento è una facile scusa per noi, un alibi per ripulire la coscienza. Invece, sarà forse che i giovani si sentano abbandonati al loro destino? La scuola del disagio ne è lo specchio. L’istruzione è inadeguata a causa dell’indifferenza dello Stato. Così i giovani, appena possono, fuggono.

Perché “Scuola del disagio”

Immaginate di tornare bambini. La mattina zainetto, merenda e si parte. In un “tempo pieno” oggi si sta a scuola otto ore, dal lunedì al venerdì, praticamente gran parte della vita la passate lì. Un po’ diventa casa vostra, dove vi sentite protetti. Suppongo che anche da grandi vogliate avere una bella e sicura abitazione! Invece le cose stanno così per la scuola del disagio: gran parte delle scuole italiane è fatiscente, solo una su cinque è antisismica (assurdo per una terra di terremoti e dissesti idrogeologici come l’Italia). 24 mila edifici non hanno ancora un certificato di prevenzione incendi e più di 21 mila sono privi di certificato di agibilità. Vi sentireste così sicuri a vivere in ambienti di questo genere?

Cosa fa lo Stato Italiano per l’istruzione… E cosa non fa. Ancora numeri e statistiche

Secondo i dati Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) lo Stato italiano investe appena il 3,6% del PIL, circa un punto e mezzo in meno rispetto agli altri Paesi. Praticamente, dopo la riforma del 2008, sono stati tolti alla scuola circa 8 miliardi di euro. Ne consegue che le risorse investite sono insufficienti e il divario tra Nord e Sud è enorme. Sembrerebbe che lo Stato sia indifferente a tale difficoltà, o che consideri (per assurdo) la scuola del disagio un problema marginale da mettere in secondo piano.

La scuola del disagio mette a “disagio” l’Europa

La Commissione Europea , nella programmazione fondi strutturali 2021/2027, si rivolge all’Italia sottolineando la necessità di “Contrastare l’abbandono scolastico e migliorare le competenze di base, con particolare attenzione per le zone con tasso di abbandono più alto”. Che lo Stato faccia ancora “orecchie da mercante”? Non sono solo numeri e statistiche a parlare, ma anche i nostri bambini sempre più demotivati e lontani dall’amore per la conoscenza. I giovani non vedono più la scuola come un’opportunità e si fanno peso di una crisi di cui non sono responsabili.

Ragazzi, non siete soli! Save The Children dà spazio ai giovani

Save the Children, da sempre sostenitrice dei diritti dei giovani, dà il via alla campagna “Illuminiamo il futuro” e lancia la petizione per il recupero di spazi abbandonati da restituire a bambini e ragazzi affinché vengano adibiti a luoghi didattici e di attività dedicate a loro. Il messaggio  è forte e potente

 “Con Illuminiamo il futuro chiediamo il recupero degli spazi ora abbandonati, da restituire subito all’infanzia e scuole sicure per tutti. L’Italia è un paese “vietato ai minori”. Mentre il numero dei bambini in povertà assoluta è triplicato negli ultimi 10 anni la spesa pubblica a loro destinata continua a rappresentare una quota marginale degli investimenti.
Illuminiamo il Futuro è la nostra campagna per dare educazione, opportunità e speranza ai bambini che vivono in povertà in Italia.”

Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children

Nella fiducia che il messaggio venga udito da chi di dovere, incrociamo tutti le dita. La scuola del disagio diventa scuola della speranza.

“Il tempo dei bambini”

Save the Children lancia “Il Tempo dei bambini. X Atlante dell’infanzia a rischio” che, suddiviso in più sezioni,  traccia il bilancio della condizione dei bambini negli ultimi dieci anni. Una triste analisi dove è visibile il progressivo degenerare della condizione dei bambini in Italia. L’istruzione è uno dei punti cardine dell’Atlante, che delinea nei particolari il declino e le falle fino ad oggi ancora irrisolte.

Illuminiamo il futuro

“Illuminiamo il futuro”. Perché i bambini SONO il futuro!

Illuminiamo il futuro dei nostri bambini, affinché abbiano il sostegno che meritano. L’istruzione deve essere alla portata di tutti e svolta in ambienti sicuri. Ignorare i bambini è come voltare le spalle al futuro dell’umanità. Cito qui lo stralcio conclusivo del “X Atlante dell’infanzia a rischio” (di cui consiglio vivamente la lettura integrale). Perché la dedizione e l’impegno di chi ancora crede in un futuro migliore sia seguito da tutti e gli obiettivi finalmente realizzati.

“Dopo gli orrori della prima guerra mondiale, cento anni fa la fondatrice di Save the Children, Eglantyne Jebb, sosteneva che «ogni generazione di bambini offre, nei fatti, all’umanità la possibilità di ricostruire il mondo dalle sue rovine». Chissà che oggi per porre un freno a quella che Papa Francesco ha chiamato la «terza guerra mondiale a pezzi», per rispondere alle minacce ambientali e all’avanzata dei nazionalismi non sia di nuovo questa la speranza da coltivare. Noi ci vogliamo credere. Perciò diciamo che è arrivato il tempo dei bambini. E questo Atlante è dedicato a loro. ”

Raffaela Milano Direttrice programmi Italia-Europa, Save The Children

Sabrina Casani

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