“La Signora delle camelie”, storia d’amore e di denuncia

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Ponte tra romanticismo e realismo letterario, racconto di una storia d’amore tragica e ritratto di una società, “la Signora delle camelie” è ancora oggi un romanzo che testimonia il pensiero di un’intera epoca.

Origine

L’autore, Alexander Dumas (il figlio), scrive questo romanzo, probabilmente il suo più grande successo, nel 1848. L’opera, come altre in questo periodo, affonda le sue radici nel romanticismo francese. Dumas tratta il tema dell’amore senza paura di risultare troppo sentimentale.  Ma in questo caso si può parlare anche di realismo, perché quello che l’autore racconta non è altro che una sua esperienza personale.

La storia de “la Signora delle camelie” ripercorre la relazione tra una cortigiana, Margherita Gautier, e un giovane nobile, Armando Duval. Alexander Dumas stesso, nel 1844, al teatro dei Variétés, incontrò Marie Duplessis, una cortigiana che, come la stessa Margherita, viveva una vita di lusso grazie alle fortune dei suoi amanti.
Dumas e Duplessis hanno vissuto un’appassionata storia d’amore, durata  un anno. In seguito, Marie morì di tisi.
La scomparsa precoce della donna e, soprattutto, il trattamento che la società aveva riservato alla loro relazione, spinsero Dumas a scrivere “la Signora delle camelie”, che ancora oggi è considerata una vera e propria fotografia della Francia ottocentesca.

Denuncia

Marie Duplessis apparteneva a una specifica categoria affermatasi nella prima metà dell’Ottocento, le lorettes, ovvero delle prostitute di alta borghesia. Il termine fu coniato per legittimare, nel parlato comune, la definizione di una professione ritenuta poco opportuna. Questo ruolo divenne un tassello fondamentale per la macchina economica della borghesia, e per questo era soggetto a precise restrizioni: l’innamoramento tra cortigiana e nobile non era previsto, ma anzi rappresentava un vero e proprio scandalo.

Con la sua relazione anticonvenzionale, Dumas aveva vissuto sulla propria pelle le regole sottintese di questo strato della società, e di conseguenza anche la loro immoralità. Un conte o un duca poteva tenere per sé una cortigiana, ma lei non era libera di lasciare il suo ruolo per amore. Allo stesso modo, un nobile che decideva di sposare la sua cortigiana veniva classificato come pazzo.

“La signora delle camelie” funge da testimonianza. La vita di Margherita Gautier diventa un esempio per comprendere la falsità della borghesia, ben nascosta dietro ai privilegi e allo sfarzo degli abiti. I sentimenti sinceri di Armando Duval, che non rappresenta altri che l’autore, si scontrano con la cruda realtà . Le cortigiane erano ridotte a semplici ingranaggi. Arricchivano il sistema e, una volta rimpiazzate con donne più giovani, venivano abbandonate.

Validità

La storia d’amore, come altre che l’hanno preceduta, può essere letta ancora senza il rischio di percepire il peso del tempo. Perché si tratta di un racconto concreto e preciso, e racconta di un amore sincero. Ma sono altri i temi che rendono “la Signora delle camelie” un testo valido ancora oggi.

L’accettazione di sé stessi e la volontà di andare oltre l’apparenza per poter conoscere davvero qualcuno, sono la spina dorsale che regge e fa nascere il rapporto tra i due protagonisti. In una società classista, dove il mostrarsi al meglio, l’essere di bell’aspetto, ben vestiti e curati è essenziale per essere considerati e avere una vita più tranquilla. Dove i difetti fisici e le debolezze non sono ammessi, indossare una maschera è l’unico modo per sopravvivere. Anche quando vivere davvero significa togliersi la maschera, spogliarsi della perfezione e dare respiro ai sentimenti.

Oggi, in un certo senso, viviamo delle stesse sensazioni. I social sono la nostra borghesia. Online ci mostriamo al meglio, per sentirci apprezzati e costruirci una vera e propria identità. Ma non sempre c’è chi riesce ad andare oltre.

Il tema portante de “la Signora delle camelie” è l’influenza che la società ha su un individuo e, di conseguenza, sui suoi rapporti

Nel romanzo sono condannate le relazioni amorose tra cortigiane e nobili, tanto che la storia di Margherita e Armando avrà un risvolto tragico.
Oggi non è più la morale della borghesia a classificare le persone, ma lo fa un pregiudizio sociale che vede le differenze culturali, religiose e di orientamento sessuale come impedimento per unioni e matrimoni.

Ma come Alexander Dumas e  Marie Duplessis , e come Margherita e Armando, ci hanno dimostrato, l’amore è quel valore universale, che trascende il tempo e non conosce preconcetti, logica o classi.

Carlotta Pinto

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.