La solitudine dei numeri primi

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Di Marilù Manzini


Fino a sedici anni, chi è più fortunata raggiunge i 20, non sai chi sei. Vivi felice e spensierata. Leggera come una piuma, come un palloncino libri nell’aria senza una destinazione precisa. Sei felice nonostante l’imprecisione, nonostante tu non sia messa a fuoco. Nessuno sa chi sei, neanche tu lo sai. Molti addirittura pensano tu sia rimbambita. Poi decidi di intraprendere una strada, o forse la imbocchi per caso, e quella strada molti chilometri e anni dopo ti ha portato ad essere quello che hai sempre voluto essere, ma ti senti sola. Anzi sei sola. La solitudine è il destino di tutte le donne geniali che hanno attraversato questo pianeta. E quando sai chi sei non sei più felice.

Oriana Fallaci che veniva definita pazza in vita, e solo dopo la morte finalmente vista da tutti come un genio, è morta sola, senza un uomo al suo fianco. Madre Teresa di Calcutta era sola. Marie Curie resta sola dopo la morte del marito ma anche quando lui è in vita lei sarà sensibilmente restia a rinunciare alla sua indipendenza anche per l’uomo che ama. Rita Levi Montalcini non si avvicina mai all’amore durante tutta la sua vita o è l’amore a non avvicinarsi  a lei, punti di vista. Giovanna D’Arco non credo avesse un fidanzato. Coco Chanel perse il suo grande amore Capel in un incidente stradale e da lì in poi non vuole  più nessun uomo vicino e si butta a capofitto nel lavoro. Saffo preferiva le donne  agli uomini, si dice, ma in realtà sembra che vivesse in estrema solitudine nonostante i suoi versi fossero pieni di amore, passione ed eros. Altra donna tradita dagli uomini che gli rubarono il Nobel è Rosalind Franklin sola dedicata al suo lavoro per tutta la vita. Artemisia Gentileschi fu forse la prima donna nella storia a denunciare uno stupro poiché denunciò con coraggio lo stupro subito dal suo maestro Agostino Tassi. Nonostante Hedy Lamarr fosse conosciuta come una delle  dive più apprezzate di Hollywood e fosse una donna di una bellezza rara morì di infarto da sola davanti alla televisione senza un amore al suo fianco. Tutti la conoscono perché fu la prima a mostrarsi in un nudo integrale al cinema, in realtà che fosse un’inventrice e una laureata in ingegneria lo sanno in pochi. La sua più celebre invenzione è stata il Secret Communication System, un sistema di criptazione delle comunicazioni radio ancora oggi utilizzato nella telefonia mobile.

Potrei continuare a citare nomi di donne geniali e importanti che sono state sole e senza amore per quasi tutta la loro vita, o che comunque sono morte sole. Perché gli uomini hanno paura delle donne geniali, e anche di quelle appena più intelligenti della media. Una volta si diceva citando un famoso film “Gli uomini preferiscono le bionde” io invece dico “Gli uomini preferiscono le sceme”. Non la vogliono una donna che li possa mettere in difficoltà con la sua intelligenza. Non la vogliono una donna a cui sentirsi inferiori. Non la vogliono una donna con cui confrontarsi davvero nella profondità della loro anima. Non la vogliono una donna che sia meglio di loro. Non la vogliono e basta. Pensate poi se la donna è pure brava a letto. Dio li scampi da una simile rovina. Gli uomini si sentono schiacciati d a donne del genere e le evitano come la peste. E così queste donne geniali si ritrovano sole. Senza un amore. Ad alcune rare fortunate  come Margherita Hack capita di trovare un marito che le sostiene fino alla fine della loro vita, questi santi di mariti di solito sono anime buone che hanno l’intelligenza di mettersi in secondo piano rispetto alle mogli e che sono uomini così forti caratterialmente da non sentirsi schiacciati dal peso del cervello della loro compagna di vita. Ma sono pochi e rari questi uomini.  Difficilmente si incontrano. E se si incontrano magari muoiono prematuramente lasciando le donne geniali di nuovo sole. 

La vita di un genio è difficile. Soprattutto sei il genio è femmina. Il genio spesso non viene riconosciuto dalla massa , perché la massa ne ha paura, perché è diverso, perché è migliore, perché la massa ama i mediocri che sono simili a lei. Perché la massa è sempre mediocre. Non sa far nulla di solito e odia chi sa fare le cose e magari le sa fare da dio e con estrema facilità. E così non si avvicina al genio ma lo emargina lasciandolo sempre più solo. Infliggendogli come punizione il non riconoscimento. Ma il problema è che il genio vince sempre nonostante la massa pecoreccia mediocre e invidiosa. Il genio vince anche la solitudine, perché trasforma la sua solitudine in invenzioni geniali che resteranno nei secoli dei secoli.

Amen.

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