La tecnologia può sostituire le magie che nascono dal caso?

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Un amico che possiede una cavalla mi ha raccontato cosa ha fatto per farle avere un puledro.
Una volta si andava alla stazione di monta oppure da un vicino provvisto di stallone.
Ora si naviga su Internet, si seleziona l’animale con le caratteristiche preferite sugli appositi siti, si paga con carta di credito e si riceve a casa, tramite corriere, un pacco refrigerato contenente lo sperma. Si chiama il veterinario, si insemina la cavalla e dopo circa undici mesi nasce un puledro.

Chi ha lo stallone deve raccogliere il seme.
Bisogna aspettare che una fattrice in calore sia pronta e, per evitare calci che possano danneggiare il maschio in caso di rifiuto, se ne testa la “disponibilità” tramite un c.d. “ruffiano”, che può essere un asino o un pony, il quale viene avvicinato alla femmina: se lei non protesta si può prendere lo stallone e metterli assieme. Quando il maschio “sfodera”, gli addetti lo intercettano infilandolo in una vagina artificiale riscaldata che raccoglie il liquido seminale.
Lo stallone ammicca alla femmina orgoglioso: «Allora, hai visto che prestazione!?» ma la cavalla risponde delusa: «Embè?? Tutto qui?».
Se il maschio è un campione i prezzi aumentano così come le prenotazioni per usufruire del prezioso DNA e cercare di trasmetterlo alle nuove generazioni.
Le scelte e le decisioni umane si sostituiscono alla natura e alla casualità.

Lo studio della genealogia di un cavallo è importante per orientarsi ma da solo non basta.
Nel passato gli esempi eclatanti non sono mancati.

In Italia negli anni ’50 ci fu Ribot, allevato nella Scuderia Razza Dormello Olgiata di Federico Tesio.
Il padre di Ribot era un grande campione di nome Tenerani: il suo accoppiamento era stato programmato con una prestigiosa femmina ma il destriero non ne volle sapere e sfuggì all’artiere per andare da una cavalla di nome Romanella, meno blasonata e dal carattere difficile, che non sarebbe mai stata prescelta.
Tesio lasciò che il caso facesse il suo corso e la decisione fruttò la nascita di uno dei più forti galoppatori di tutti i tempi.

In America il secondo galoppatore più forte, Secretariat, nacque negli anni ’70 dall’incrocio di un grande stallone con una fattrice anziana scartata dagli esperti ma scelta da una donna che si ritrovò per caso a gestire la scuderia paterna.

In Francia c’è stato Jappeloup de Luze che nel 1988 ha portato il suo cavaliere Pierre Durand a conquistare il titolo olimpico di salto ostacoli: all’inizio venne rifiutato a causa delle umili origini (padre trotter e madre purosangue), per il carattere difficile e soprattutto la bassa statura che per pochi centimetri lo escludeva dalla categoria dei pony. Ha addirittura rischiato di finire al macello. Eppure nella sua carriera ha vinto tutto.

Numerosi sono gli esempi nel campo scientifico che hanno condotto a importanti scoperte per l’umanità in cui il caso, unito alla perseveranza e alla capacità di osservazione dello studioso, ha permesso di raggiungere grandi traguardi.

L’uomo può programmare, studiare, organizzare, ma la sua conoscenza è sempre limitata e non può sostituirsi alle magie e intuizioni che il caso fa nascere.

Si parla delle c.d. coincidenze significative per riferirsi a quegli eventi non originati da causa-effetto ma legati fra loro da un particolare significato e anticipati con strane modalità, oggetto di studi da parte dello psicologo Carl Gustav Jung che coniò il termine sincronicità.
Jung cercò di spiegare come ogni individuo incontri lungo il cammino dei “messaggi” che gli indicano qualcosa che può indirizzarlo verso una direzione apportatrice di benefici ma non facili da cogliere.

Tante volte alle persone accadono eventi “negativi” che successivamente si rivelano “positivi” in quanto l’apparenza sfortunata viene compensata e superata dai vantaggi riconosciuti soltanto in un secondo momento.

Occorre imparare ad ascoltare dentro e fuori di sé, per vedere non solo con gli occhi… la tecnologia, la scienza, l’informatica possono coadiuvare l’uomo e svolgere al suo posto operazioni complesse, alleggerendone il carico di lavoro, ma non sostituirsi completamente a lui nell’individuare le sfumature impalpabili in grado di deviare il destino.

 

Paola Iotti

 

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