Ladro di caramelle. Licenziamento considerato legittimo

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Ladro di caramelle, dipendente di un supermercato,  viene licenziato in tronco. La corte di cassazione con sentenza n° 24014, stabilisce che, anche se trattasi di un esiguo valore (pare intorno ai 10 euro), il licenziamento è legittimo.

Il dipendente, all’uscita dal lavoro è stato fermato in quanto era scattato l’allarme antitaccheggio. Perquisito, è stato trovato in possesso di confezioni di caramelle prelevate dagli scaffali del supermercato dove lavorava.




Il lavoratore, rivoltosi a tutti i gradi di giudizio, si è sentito rigettare qualunque attenuante, con la motivazione che l’asportazione di beni aziendali, se pur di modica quantità, non renderebbero più idoneo il rapporto fiduciario tra dipendente ed aziende.




Potrebbe essere una motivazione più che legittima, anzi dovrebbe esserlo, se non che, viviamo in un paese di ladri, quindi la mentalità cambia. Abituati ad essere amministrati da gente che ruba ingenti somme, non viene penalizzata, il primo pensiero è : “Cosa vuoi che siano delle caramelle”.

Giustamente, viene condannato il gesto, anche se si è portati a pensare, bonariamente, che un posto di lavoro non si può equiparare a delle caramelle. Un posto di lavoro non si deve però paragonare alla raccolta di un monopattino dalla immondizia.https://www.ultimavoce.it/tag/licenziata-per-monopattino/

Questa sentenza, purtroppo verrà sicuramente utilizzata successivamente per licenziamenti molto meno legittimi. Sarà strumento per sconsacrare, ulteriormente, gli ultimi diritti che sono rimasti ai lavoratori.



Condannare certi gesti, in un paese civile, è normale, in Italia diventa motivo di dibattiti e confronti audaci, in quanto in questo paese ricco di contraddizioni, la legge non è uguale per tutti. La legge è uguale per tutti quelli che rubano tanto, ed è applicabile a coloro che rubano la classica mela.

Di esempi negativi, ne sentiamo parlare tutti i giorni, ma di casi di vera e propria giustizia più che raramente, indi per cui molti si ritengono legittimati a rubare.

Raffaella Presutto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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