240 anni fa la nascita di Laennec cambiò la storia della medicina

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

L’intuizione di Laennec

Il 17 febbraio del 1781, esattamente 240 anni fa, nasceva a Quimper René Laennec, l’inventore dello stetoscopio, strumento che cambiò la storia della medicina. Il medico francese intuì che avrebbe potuto creare questo importante strumento di diagnosi nel 1816.

Secondo quanto riportato nei suoi diari stava visitando una giovane paziente che presentava i sintomi di una malattia cardiaca. Laennec trovò difficoltoso ascoltare il battito della ragazza, appoggiando l’orecchio al suo petto, a causa dell’obesità e del seno di lei. Per risolvere l’imbarazzo il medico arrotolò un foglio di giornale e appoggiò un’estremità del cono al petto della paziente, l’altra invece sul suo orecchio. Così si accorse che i battiti venivano amplificati ed ebbe l’ispirazione per creare il primo stetoscopio -dal greco : stethos (torace) e skopein (guardare)- , completamente in legno e monoauricolare.

Strumenti della medicina moderna : lo stetoscopio che conosciamo oggi

Circa trentacinque anni più tardi Arthur Leared inventò lo stetoscopio biauricolare, poi perfezionato da George Camman. Lo stetoscopio non subì più modifiche per i successivi cent’anni finché David Littmann, cardiologo e professore statunitense, ne brevettò un nuovo e rivoluzionario molto più leggero e dalle prestazioni acustiche nettamente migliorate, lo stetoscopio che conosciamo oggi.

Da allora lo stetoscopio è rimasto uno degli strumenti diagnostici più utilizzati  e certamente tra i più conosciuti, tanto che ancora oggi fa parte dei mezzi della moderna medicina. Tuttavia dal 1816 ne abbiamo fatti di passi avanti e oggi si utilizzano moltissimi macchinari per studiare il respiro e i battiti cardiaci di milioni di pazienti ogni giorno. Dalla TC ( tomografia computerizzata), anche conosciuta come “TAC”, alla radiografia, fino alla nuovissima tecnologia della PET (tomografia a emissione di positroni) la medicina moderna ha sviluppato mezzi innovativi e rivoluzionari, come era stato lo stetoscopio all’epoca, per non solo sentire ma anche guardare il corpo umano al suo interno.

Da sentire a vedere : nuovi orizzonti della medicina

Le radiografie e le TC sono infatti pratiche di diagnostica per immagini. In particolare la radiografia sfrutta i raggi X, che hanno la capacità di attraversare il corpo e imprimere su una pellicola la sua immagine. Questa tecnologia ha rivoluzionato completamente l’approccio alla diagnosi medica permettendo di scrutare direttamente l’interno del corpo, scovando fratture o lesioni interne altrimenti non visibili. La TC o TAC ha lo stesso funzionamento della radiografia, l’unica differenza è che nel caso della TAC vengono acquisite immagini di tutto il corpo a 360 gradi.

Ancora diversa e più innovativa è la PET ( tomografia a emissioni di positroni) il cui scopo è molto simile a quello della TAC, solo che in questo caso le radiazioni non provengono dall’esterno ma vengono somministrate al paziente. Grazie a questa nuovissima tecnologia basata su l’antiparticella dell’elettrone -positrone- siamo in grado, ad esempio, di individuare precocemente un tumore, la sua posizione e dimensione. 

La medicina in continua evoluzione e l’intramontabile invenzione di Laennec

Negli ultimi 240 anni la medicina si è evoluta di anno in anno e ora ci permette di fare cose straordinarie, ma la ricerca non si ferma mai e c’è ancora moltissimo da scoprire, vedere e curare. René Laennec, ai suoi tempi, ha avuto una geniale e intramontabile, aprendo in parte la strada alla medicina moderna e a un nuovo metodo di diagnosi così semplice da sembrare scontato ma incredibilmente innovativo. Questo medico francese, grazie all’invenzione dello stetoscopio, ha davvero cambiato -in meglio- la storia della medicina.

                                                                                                                                                                Virginia Maggi

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.