L’ala blu di Fernand Khnopff

Fonte: commons.wikipedia.org
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Ascoltando il “Tristano e Isotta” di Richard Wagner, l’epifania di un messaggio di ineffabilità conduce intuitivamente alla raffigurazione di “Isolde”(1905) del pittore simbolista belga Fernand Khnopff (1851-1921).

Esponente di spicco del panorama artistico decadente di fin de siècle, e cofondatore del gruppo Les XX e de La Libre Estétique, influenza con la sua personalità stilistica artisti dell’Art Nouveau e della Secessione Viennese. Egli si ispira all’arte di Gustave Moreau, arricchendola delle proprie personali peculiarità, che spaziano da un habitus onirico, in cui immerge figure femminili dallo sguardo carico di tensione, a sublimazione di fantasie sessuali morbose.

Infatti nutre probabile un sentimento controverso nei confronti della sorella, raffigurata serialmente. Dal primo piano di “Isolde”, il viso di Marguerite, ricopre il ruolo di musa e interprete del sentire del pittore. Nel celebre “Chiudo la porta su di me”, ella, in primo piano, con la capigliatura rossa sciolta, con lo sguardo che sembra perforare lo spettatore e andare oltre, verso l’Universo dell’Inconoscibile e dell’Inafferrabile.

I simboli presenti sono innumerevoli: dal giglio che rievoca la purezza femminile; al papavero che assembla morte e sonno; al binomio dolore-amore esemplificato da una freccia poggiata sul tavolo. Il passato commemorato da un busto di Hypnos, al quale sono aggiunte delle ali blu.

Fonte: commons.wikipedia.org
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Tali elementi vengono ripetuti nell’opera: l’Ala blu. Marguerite, la sorella dell’artista, è la seriale protagonista, assurgendo a simbolo della essere femminino, come un ideale ancestrale nella poetica del pittore. In questa scena è ricoperta da uno scialle trasparente che le copre il capo in parte; alle sue spalle un varco che sembra una porta da cui si accenna un pulviscolo nebbioso. E la testa di Hypnos posta in primo piano e nuovamente avvolta da ali azzurre e un panno del medesimo colore. Ma quasi non si nota questo particolare scenico, a riprova dell’abbandono dello spirito nostalgico romantico delle antichità classiche, e dell’accoglimento di una concezione idealistica del vissuto.

Con il simbolismo cambia il linguaggio espressivo e si crea un legame tra l’universo dei segni e quello delle idee. E a saldare la relazione tra mondo fenomenico e dello spirito ha un ruolo fondamentale la musica di artisti quali Wagner e Debussy, amati profondamente da Khnopff. Una sintesi tra le arti al fine di scavare nell’intimo umano.

 

 

 

 

Costanza Marana

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