L’anima candida di Pisacane

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Di Carlo Nesti

 

Dici, o scrivi, Pisacane, e riaffiorano subito ricordi scolastici risorgimentali. Il duca napoletano di San Giovanni, rivoluzionario e patriota italiano, che partecipò attivamente all’impresa della Repubblica Romana, assieme a Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli e Giuseppe Garibaldi.

Diventò celebre soprattutto per il tentativo di rivolta, che iniziò con lo sbarco a Sapri, e che fu represso nel sangue a Sanza: “Eran trecento, erano giovani e forti, e sono morti” (Luigi Mercantini).

Ma Pisacane, non Carlo, bensì Fabio, è balzato agli onori delle cronache per altri gesti, moderni, di eroismo. E qui la notizia è che sia stata valorizzata più all’estero, che non da noi, l’impresa umana di un calciatore italiano.

Il quotidiano inglese “The Guardian”, infatti, ha premiato Fabio Pisacane del Cagliari, addirittura, come giocatore dell’anno 2016.

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Questo difensore, napoletano come il mitico Carlo risorgimentale, è riuscito a riprendere l’attività nonostante una malattia rara, la sindrome di Guillain Barré, che lo aveva costretto a 3 mesi e mezzo in ospedale, con 20 giorni di coma, e la paralisi delle braccia.

In passato, ai tempi del Lumezzane, lo stesso Pisacane rifiutò un’offerta di 50 mila Euro della camorra, per truccare una partita.

Insomma: un esempio assoluto di fortezza, prima morale, e poi fisica. Ricordate cosa chiedeva Gesù, al momento di occuparsi, miracolosamente, degli ammalati? Prima la conversione, e poi la guarigione.

Un altro italiano, Simone Farina, ebbe un ruolo principale, nel 2011, nel portare alla luce lo scandalo-scommesse del calcio italiano. Sarà un caso, ma ora lavora nello staff tecnico di un club inglese, l’Aston Villa, ed è consigliere del Settore Giovanile e Scolastico della Figc.

Si direbbe che, in Inghilterra, o, comunque, lontano dall’Italia, ci si senta più apprezzati, ed anche più sicuri, quando si hanno alle spalle nobili gesti del genere: denunciare i delinquenti.

E’ triste a dirsi, ma da noi c’è sempre il rischio di ritorsioni e vendette, anche a distanza di tempo, nella agghiacciante logica della mafia.

 

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