L’arte del verosimile di Bartolomeo Bimbi

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Bartolomeo Bimbi (1648-1729) si staglia quale un artista in linea con l’estetica barocca diffusa al tempo nell’humus toscano.

La sua formazione avviene alla scuola di Lorenzo Lippi, ove l’impostazione scenica predilige il figurativismo, ma Bimbi si sente maggiormente vocato al realismo delle nature morte.

Costui avverte gli interessi che al momento si propagano nell’assetto mediceo, in cui la ricerca scientifica costituisce gran pregio. L’artista infatti ne accoglie gli stimoli e approda ad un rigorismo rappresentativo che sposa il dato reale alla perfezione.

Una poetica del verisimile che assolve a funzioni decorative, stimando un “verismo” di scena che si avvicina a un’etica artistica di genere. Il quotidiano nel suo versante naturalistico.

Bimbi cercherà di riportare anche le dimensioni originali delle nature morte riprodotte assecondando il gusto dei Medici. Una volontà di autenticità che sottende un desiderio di autorevolezza e autorità confermate e consolidate dalla conoscenza.

L’immaginario viene soggiogato dal reale, esulando dalla complessità dell’artificio, adottando la linearità, tacendo un monopolio visivo.

Il pittore reitera modelli compositivi, ricercando un ordine e un’armonia che fondino un nuovo Credo, la fiducia nel creato. Un’analisi formale e sostanziale al fine di rendere fede alla composizione.

Questo apparato cognitivo vena di intellettualismo il suo lavoro che dietro a questa tensione maschera un raziocinio estremo che attraverso un linguaggio prosaico sublima il contesto visivo innanzi.

La carrellata dei suoi vasi ridondanti di fiori, ortaggi, magnificano gli antri medicei, avvalorando una retorica del potere e dell’autorità. I suoi arbusti, stormi di uccelli esemplificano un “diritto naturale”.

Un ordine composito che in realtà denota una volontà di controllo di ciò che ci circonda; i particolari vengono registrati in un amplesso visivo che colpisce l’osservatore.

L’aristocrazia fiorentina ritrova nell’arte di Bimbi un valido supporto visivo che edifichi un solido apparato concettuale, ove porre i presupposti di un’immagine di corte.

I paesaggi toscani e i luoghi interiori collimano nelle sue opere suffragando il contesto storico-sociale mediceo.

 

Costanza Marana

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