L’asteroide 2006 QV89 ha salutato la terra senza impatto

E' chiamato "l'asteroide dei bluff" perché nascosto per 13 anni

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L’asteroide che avrebbe dovuto colpire la Terra agli inizi di Settembre ha schivato il nostro pianeta passando ad una distanza di sicurezza di 7 milioni di chilometri.

L’asteroide 2006 QV89 alle 5:45 di questa mattina, venerdì 27 Settembre 2019 è passato a fare una saluto al nostro pianeta Terra ad una distanza di 7 milioni di chilometri (18 volte la distanza dalla Terra alla Luna). Per ben tredici anni l’asteroide è sfuggito ai telescopi facendo temere un impatto sulla Terra che avrebbe dovuto verificarsi, secondo alcuni studiosi, il 7 Settembre 2019.



La scoperta dell’asteroide 2006 QV89 e le previsioni di impatto

Avvistato per la prima volta nell’Agosto del 2006 dal progetto di ricerca Catalina Sky Survey, l’asteroide 2006 QV89 aveva fatto preoccupare gli astronomi a causa della perdita di tracce. Secondi i calcoli svolti dai più sofisticati software e grazie alle ultime coordinate dell’asteroide, l’impatto avrebbe avuto una probabilità su 7.000  di schiantarsi sul nostro pianeta, confermando la previsione di impatto al 7 Settembre 2019.

Luca Conversi, manager del Neo Coordination Centre dell’Esa a Frascati ha affermato nei giorni precedenti all’impatto:

“Questo piccolo asteroide, del diametro di 27 metri, passerà a una velocità di 9,4 chilometri al secondo rimanendo ben al di fuori della zona di rischio . Il livello di incertezza della previsione era davvero molto elevato.  La zona del cielo in cui cercarlo era troppo ampia. Pur non conoscendo la sua esatta traiettoria, però, sapevamo in che punto del cielo si sarebbe dovuto trovare se fosse stato realmente in rotta di collisione con la Terra. Così il 4 e 5 luglio scorso lo abbiamo cercato in una regione precisa del cielo con il Very Large telescope (Vlt) dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile. Ma non lo abbiamo trovato. Infine, ad agosto, un gruppo di ricercatori americani in collaborazione con Marco Micheli del Neo Coordination Centre è riuscito a ritrovare l’asteroide e le nuove misure ci hanno permesso di raffinare le previsioni per domani”.

Federica Verdoliva

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