C’era una volta il latte vaccino che nasceva nel frigo del supermercato

Sempre più bambini non conoscono il verso degli animali, pensano che il latte vaccino nasca al supermercato e che i pesci siano a forma di bastoncino

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C’era una volta il latte vaccino che ‘nasceva’ nel frigo del supermercatoSarà il vedere in tv la famosa mucca viola oppure il mangiare pesce a forma di bastoncino, ma sta di fatto che soprattutto i bambini conoscono sempre meno la provenienza degli alimenti più basilari, come latte vaccino, pesce e ortaggi.

Ma se il problema riguardasse solo i bambini, forse sarebbe più rincuorante perché si avrebbero margini di intervento, invece non è così. Secondo una recente indagine svolta negli Stati Uniti, infatti, una parte della popolazione è convinta che il latte al cioccolato venga prodotto direttamente dalle mucche brune.  Parliamo di circa 16 milioni di persone, ovvero il 7% del campione.




Occorre inoltre precisare che quasi la metà del campione utilizzato ha ammesso di non conoscere precisamente l’origine della bevanda, cioè se venga realizzata dall’unione di più ingredienti oppure se provenga da bovini di razza particolare.

La disinformazione, però, soprattutto quando riguarda il settore alimentare, è sempre dietro l’angolo, anche geograficamente parlando. Senza andare oltreoceano, infatti, basta analizzare una ancora più recente survey condotta nel Regno Unito, che svela come molti bambini non conoscano l’origine del latte vaccino.

Il progetto “Adopt a cow” per conoscere il latte vaccino

Come riportato dal noto tabloid The Sun, un terzo dei bambini inglesi non sa che il latte viene prodotto dalle mucche ma, al contrario, pensa che ‘nasca’ direttamente nel banco frigo del supermercato, mentre un bambino londinese su otto non conosce il verso dei bovini.




Sembrano dei numeri quasi irreali, appare impossibile che un bambino non conosca il verso della mucca oppure non sappia che questa produce il latte vaccino che lui stesso beve ogni giorno, eppure i dati sono reali e fanno riflettere.

Da qui l’iniziativa “Adopt a cow” promossa da Cadbury, che ha permesso la realizzazione di una mucca robotizzata dalle sembianze quasi reali, in grado di intrattenere grandi e piccini, con l’obiettivo di fornire un’informazione più corretta e consapevole attorno al mondo dei bovini e dell’alimentazione umana ad essi legata.

Annachiara Cagnazzo

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