Il lavoro su turni fa male alla salute, in uno studio una nuova conferma

Probabilmente la notizia proveniente dall’Università di Waterloo della pubblicazione di uno studio che afferma che il  lavoro su turni fa male alla salute non sorprenderà nessuno.
La ricerca inviata a PLOS Computational Biology è in attesa di pubblicazione (per ora la trovate su un archivio prepubblicazione). Già in studi passati era stato osservato che il disturbo del ciclo circadiano (provocato dall’alterazione del ciclo sonno-veglia) provoca seri conseguenze alla salute dei lavoratori su turni, tanto che in molti ambiti ha portato a dare un riconoscimento economico a chi lavora su turni.
Il ritmo circadiano è un vero e proprio orologio biologico organizzato sulle 24 ore, la parola deriva dal latino “circa diem”  che significa attorno al giorno.
Lo scopo del presente studio era capire meglio il meccanismo, cioè in che modo le difese immunitarie sono indebolite nei lavoratori su turni.



A questo scopo  ricercatori guidati dalla professoressa (di  matematica applicata, scienza dei computer e farmacia)  Anita Layton hanno realizzato un modello al computer che simula l’interazione tra ritmo circadiano e difese immunitarie. In altre parole nel modello si simula una infezione acuta al polmone e la si accoppia col modello del ciclo circadiano. Cambiando l’orario con spostamenti di 8 ore hanno potuto verificare l’effetto su lavoratori che effettuano turnazione, differenziando tra maschi e femmine.
Fra i risultati delle simulazioni c’è la conclusione che la risposta immunitaria varia a seconda dell’ora dell’infezione, dunque il lavoro su turni fa male alla salute nella misura in cui ci espone a contrarre infezioni nel momento sbagliato. Il modello suggerisce che il momento prima di andare a letto è il momento peggiore per beccarsi un infezione. In quel momento il corpo è meno preparato per produrre i mediatori pro e anti infiammazione che sono necessari durante un’infezione.
Per quel che riguarda la differenza tra i sessi invece, il sistema immunitario degli uomini è più incline ad essere iperattivo e questo può favorire fenomeni di sepsi in caso di infezioni contratte al momento sbagliato.

Roberto Todini

 

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