Le cattive risonanze

"Occorre spegnere la tracotanza ancor più che un incendio." Eraclito

Al Pacino in una scena di Scarface, 1983
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Le cattive risonanze

Per indole sono un riflessivo, ho un’elevata soglia di pazienza, ma devo convenire con Edmund Burke quando scrive che “superato un certo limite la pazienza cessa di essere una virtù”. In genere, una volta superata questa soglia, raramente reagisco in malo modo, più che altro mi allontano e, senza alcun moto d’orgoglio, non mi costringo a dimostrare distacco o superiorità: se sono incazzato si vede che sono incazzato, se sono deluso si vede che sono deluso, se provo fastidio in presenza di persone sgradite manifesto questo fastidio senza alcun problema. Tanto non aggredisco nessuno quindi almeno il mio disappunto deve essere palese e chiaro.

Dopo le elezioni europee immaginate quindi il mio stato d’animo: in fondo abbiamo consegnato col voto il Paese a Salvini, se permettete un tantinello incazzato lo sono, anche frustrato ma, soprattutto, preoccupato.

La mia preoccupazione non risiede però nell’eventualità – tutt’altro che remota – di una deriva neo fascista,  né consiste nell’assoluta pochezza umana e politica del baciatore alla francese di rosari, bensì nelle “risonanze”. Mi spiego meglio:  se pensiamo che le affinità o le corrispondenze tra esseri umani consistano solo negli amorosi sensi e i buoni sentimenti vuol dire che siamo degli illusi. Esistono risonanze anche per le pessime idee, tra gentaglia e tra stronzi, sono modulazioni di frequenza diverse, che corrono sul filo comune dell’odio e “dell’accoppa lo straniero”, ma siamo lì, la dinamica che genera le affinità eiettive e mefitiche è la stessa delle affinità elettive e sublimi, solo diametralmente opposta.

Facciamo un esempio pratico: quante lamentele sentimentali da cliché abbiamo sentito tutti nella vita? Quante donne ci hanno detto: “perché mi innamoro sempre degli stronzi?” Ebbene, vista la frequenza del fenomeno, sia per ricorrenza che per diffusione, io delle domandine me le farei. Ma non è che conosci solo stronzi perché in fondo un po’ stronza lo sei anche tu? Te la butto lì sorella cara; in fondo si sa… chi si somiglia si piglia. E’ più probabile che il destino ti sia avverso in modo così puntuale o casomai sei tu predisposta ad attorniarti di gentaglia come te?  Anche quelli che si lamentano sempre perché corrono appresso alle gatte morte: e cuore di casa forse sei un gattamortaro di vocazione però non lo vuoi vedere, ma il dubbio ti dovrà venire prima o poi buon Dio! Una volta passi,  sarà stato un caso o la gattamorta s’è nascosta  bene, ma la seconda … te la cerchi!

Ma gli esempi si perdono: chi si lamenta sempre e mette davanti solo le proprie “ambasce” in fondo è un masochista nato, con l’aggravante che rompe i coglioni agli altri, ma di fondo si attornia di gente simile a lui: fanno a gara a chi è più provato dall’esistenza. Però “loro” campano cent’anni con le loro disgrazie elencate in ordine crescente di sfiga, mentre quello che non rompe mai le palle a nessuno crepa prima. E’ matematico! Da qui il detto: “chi piange fotte chi ride”.

Le risonanze tra essere simili si perdono, ci avvolgono, ci permeano e, nel loro volerle sempre giustificare come “avversità esterne e indipendenti da noi”  ci condannano senza appello.

E qui veniamo a Salvini e le risonanze.

Salvini è uno sfaticato incapace che fa morire la gente in mare e campa alimentando il razzismo e l’odio sociale.  E’ un cafone ignorante che promuove la vendita e l’uso di armi per difesa personale e, come se non bastasse, va’ in giro con un crocifisso in bella mostra come un mammasantissima … e noi che abbiamo fatto?  Lo abbiamo votato. Cazzo  noi  abbiamo votato questa persona,  ci rendiamo conto?  Se questo è  il target ci è andata anche di culo  perché se si presentava alle elezioni Tony Montana di Scarface come minimo lo facevamo presidente della Repubblica! Tanto la roba buona da quelle parti si trova!

Ed è qui che risuona qualcosa che non accettiamo, qui si innerva la corrispondenza. Se un italiano su tre ha votato quest’essere vuol dire che un italiano su tre è come lui, non si scappa! Un italiano su tre si sente affine e in perfetta “corrispondenza” con quest’uomo che si fa le foto mentre mangia merda e gode nel vedere profughi crepare in mare. E noi abbiamo paura del fascismo? Forse è un po’ tardi per questo, no? In pratica se in una stanza mi ritrovo con due sconosciuti ho la certezza statistica che almeno uno è un razzista omofobo che vuole vedere affondare i barconi pieni di gente e poi tronfio e appagato va pure a recitare il rosario in chiesa perché deve affidare la sua e l’anima de li mortacci sua alla Madonna!

Salvini esiste perché esiste un italiano su tre che è già Salvini. Salvini ha seguito perché esiste un italiano su tre che la pensa come lui.  Salvini passerà alla storia come una pagina nera della storia di questo paese perché un italiano su tre ha l’anima più sporca e nera della sua. Ora capite perché preferisco provare schifo e dimostrarlo senza problemi, purtroppo però sono solo, perché di questi tempi non trovo risonanze.

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