Le Flapper girls, icone di stile e rivoluzione

Le Flapper girls sono uno dei emblemi più significativi degli inizi ‘900. Simbolo di progresso e rivoluzione, erano giovani donne indipendenti caratterizzate da uno stile fortemente identitario e delle abitudini considerate, all’epoca, ancora fuori dal comune.

Chi erano le Flapper Girls?

Da molti considerate il primo esempio di emancipazione femminile, le Flapper girls ascoltavano jazz e ballavano al ritmo di Charleston, fumavano e si intrattenevano nei classici locali anni ’20 fino a tarda notte.

Il loro look era caratterizzato da abiti corti decorati con frange, accessori in piume, collane di perle e scarpe con il tacco adatte ai balli veloci dell’epoca. Alcune di loro osavano persino portare i pantaloni. Furono le prime donne occidentali a portare i capelli corti alla maschietta e a mostrare le caviglie in pubblico.

Le Flapper erano eccessivamente truccate. Il loro make-up era caratterizzato da visi pallidi e guance rosee come ad invocare una sorta di innocenza. Bevevano alcolici ed erano sessualmente libere. Fumavano in pubblico e guidavano sole.

 

L’origine del termine

Il termine Flapper fa riferimento a un uccellino che sbatte le ali tentando di volare. Un richiamo alle adolescenti dell’epoca vivaci e irrequiete. Talvolta, questa parola poteva anche indicare una donna dedita alla prostituzione. Nei giornali di inizi ‘900 la Flapper era etichettata come:

” una giovane donna che ancora non ha imparato a portare le gonne lunghe né l’abitudine di farsi lasciar crescere i capelli”

Una serie di racconti pubblicati dal London Magazine racconta le avventure di un’impetuosa quindicenne (Sua Maestà Flapper) alle prese con un mondo in evoluzione.

L’uso della parola aumentò considerevolmente negli anni della prima guerra mondiale, quando le donne iniziavano a farsi strada nella collettività e nel mondo del lavoro. Iniziavano ad avere un valore sociale, iniziavano le proprie battaglie e a far sentire la propria voce.



Lo specchio di un’epoca

Il movimento nasce nel mondo anglosassone degli anni ’20.

Le Flapper girls erano, in qualche modo, lo specchio degli anni ruggenti. Un decennio di forti cambiamenti caratterizzati dal proibizionismo, dalle jazz bands, dal blues e dalla nascita del cinema. Dopo le privazioni della guerra, scoppiò una forte tendenza al godimento. La gente, le donne, volevano ballare, vivere le città. Un vero e proprio “ritorno alla vita”. La Flapper venne rappresentata dai fratelli Fleischer nel 1930 con un’altra icona, Betty Boop, il cartone animato in bianco e nero. Stilista simbolo del nuovo abbigliamento fu Coco Chanel.

Fra le attrici strettamente identificate con questo stile si ricordano Olive Borden, Clara Bow, Louise Brooks, Bebe Daniels, Billie Dove, Corinne Griffith, Leatrice Joy, Helen Kane, Laura La Plante, Dorothy Mackaill, Colleen Moore, Norma Shearer, Norma Talmadge, Olive Thomas, Alice White e soprattutto Joan Crawford.

Anche degli scrittori statunitensi, come Francis Scott Fitzgerald e Anita Loos, e degli illustratori, quali Russell Patterson, John Held Jr., Ethel Hays e Faith Burrows, resero popolare il look e lo stile di vita da Flapper.

Il movimento delle Flapper girls era un grido alla libertà, all’abbandono delle restrizioni a cui le donne erano sottoposte nel passato. Un segno di cambiamento, dunque, che ha segnato la moda, le abitudini e gli ideali di un’epoca.

Maria Luisa Ancona

 

 

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