Le novae sono molto comuni nell’universo

Arriva notizia dall’American Museum of Natural History della pubblicazione di uno studio su Nature Astronomy che conferma e rafforza la tesi che le novae (o nove) siano molto comuni nell’universo.
Dunque le novae sono molto comuni nell’universo, ma cosa sono le novae?
Innanzitutto partiamo dall’etimologia, nova vuol dire nuova in latino, gli astronomi dei tempi antichi che pur scrutando il cielo senza avere la minima idea di cosa sia una stella registravano minuziosamente ciò che vedevano a volte osservavano la comparsa di un astro (dunque una nuova stella) laddove prima non ve n’erano, astri che poi tornavano a scomparire.
Ora sappiamo che non si tratta di nuove stelle, ma prima di spiegare cosa sia una nova lasciatemi ricordare che le cosiddette supernovae sono un fenomeno completamente diverso che nulla ha a che fare con le novae.
Dunque cos’è una nova? Se vi dico che il termine con cui gli scienziati si riferiscono a loro, derivato dalla loro vera natura, è variabili (o binarie) cataclismatiche vi aiuta? Cataclisma, dunque evento in particolare un evento esplosivo, dunque la nova non è una stella ma un evento, binarie perché avviene nei sistemi binari. Si tratta di eventi che occorrono in sistemi binari formati da una stella normale e una nana bianca: quest’ultima, che in sintesi è una stella “morta” cioè è in uno degli stadi finali di stelle non di grande massa quando le reazioni nucleari di fusione sono terminate, sottrae idrogeno alla compagna fino a che questo idrogeno che si accumula sulla sua superficie esplode.



Questo fenomeno a differenza dell’esplosione di supernova che distrugge una stella di grandi dimensioni alla fine della sua sequenza principale,  si ripete più volte in un siffatto sistema, ecco perché si parla di stelle variabili, all’occhio di chi osserva c’è un sistema binario che ciclicamente si accende, poi torna ad essere molto poco luminoso e poi si riaccende.
Quello che hanno scoperto Michael Shara (curatore del dipartimento di astrofisica del suddetto museo e autore principale dello studio) e colleghi è stato possibile grazie alla potenza di calcolo dei nuovi computer, infatti quando si studiano questi argomenti di astrofisica la base del lavoro sono i modelli al computer, poi i modelli indirizzano cosa cercare per conferma.
Quindi su cosa hanno basato la loro conclusione che le novae sono molto comuni? Sul fatto che i nuovi modelli dicono che questi sistemi binari non ciclano durante tutta la loro vita nei quattro stadi: nova, nova-like,  nova nana, binarie distaccate (binarie distaccate significa che in quel momento i due astri pur legati tra loro sono a una distanza tale che il proprio pull gravitazionale è superiore a quello della compagna e quindi non si influenzano a vicenda, nessuno scambio di materia).
Per una piccola percentuale della loro vita i sistemi binari cataclismatici ciclano solo tra gli stati nova e nova-like, per circa il 10% della loro vita tra gli stati nova, nova-like e nova nana e per il 90% del tempo tra i quattro stati. Questo vuol dire che i sistemi che vediamo accendersi appartengono probabilmente a quella percentuale di sistemi giovani che sono nelle prime fasi della loro vita e questo costituirebbe circa il 5% di loro.

Roberto Todini

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