Le ombre di Frontex: tra violenze sui migranti e feste milionarie…

Che il bilancio di Frontex non sia trasparente e virtuoso lo sappiamo. E questa delle “spese pazze” è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: ecco tutte le ombre di Frontex.

È questa l’ultima delle critiche che vengono sollevate nei confronti di Fabrice Leggeri, il direttore. Su di lui pendono diverse richieste di dimissioni, arrivate da molteplici associazioni, ong e gruppi del Parlamento Europeo che accusano apertamente il funzionario francese di essere responsabile della condotta degli agenti di Frontex. Da tempo, infatti, vengono pubblicati studi e denunce sulla cooperazione e complicità di Frontex nei respingimenti di migranti e nella ripetuta violazione dei loro diritti.

Le ombre di Frontex: dov’è?

Ricorderete le parole del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, quando nella notte del 30 agosto 2020 approdò sull’isola una nave con 370 persone, tra cui 13 donne e 33 minori:

“Il fenomeno dei migranti oggi in Italia non è gestito da nessuno. Posso capire che le vedette, gli elicotteri e gli aerei italiani non vedano i barchini che arrivano autonomamente a Lampedusa, ma che non avvistino una nave da 300 tonnellate con a bordo quasi 400 persone mi riesce difficile.”

Il barcone venne soccorso a quattro miglia dall’isola dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Eppure l’agenzia europea di frontiera – Frontex ha un budget che nel 2021 arriverà a un miliardo.

Ma qual è il compito di Frontex? Nel suo statuto si legge che offre un’assistenza tecnica aggiuntiva ai Paesi europei sottoposti a forti pressioni migratorie. In particolare, può coordinare l’invio di attrezzatura tecnica aggiuntiva (ad esempio aerei e navi) e di personale di frontiera appositamente formato. Coordina anche le operazioni marittime e alle frontiere terrestri esterne. Una “super agenzia” a garantire la dotazione finanziaria e di uomini.

Nonostante ciò, pare che la nave arrivata a Lampedusa abbia potuto salpare dal Nord Africa e viaggiare lungo il Mediterraneo senza essere filmata, intercettata e notata. Neppure dalla Marina Militare italiana, dalla Guardia Costiera o dalla di Guardia di Finanza sono arrivate segnalazioni.




Le ombre di Frontex: un budget esorbitante…

In Bosnia la situazione dei migranti è incredibilmente drammatica. Nel Mediterraneo abbiamo assistito mercoledì al primo naufragio nel 2021 (con 43 morti). Il fenomeno si ripete, cambiano i contesti, i Paesi, ma non le condizioni delle persone migranti. Abbandonate a sé stesse.

All’agenzia per le frontiere dell’Unione Europea – Frontex, infatti, si stappano bottiglie e si fanno feste da milioni di euro.

È sotto gli occhi di tutti che il budget di Frontex è lievitato in questi anni, passando da 6,3 milioni di euro nel 2005 a 333 milioni nel 2019; a 1,1 miliardi quest’anno fino a 1,9 miliardi previsti nel 2025. Una dotazione senza pari nella storia delle agenzie Ue.

Budget che Frontex usa per personale, droni ed elicotteri con i quali pattuglia il Mediterraneo. O meglio, con i quali avvista migranti in pericolo e ne segnala la posizione ai libici pur sapendo che le motovedette nordafricane non dovrebbero ricondurli in un Paese in guerra che non ha mai adottato la Convenzione di Ginevra né linee guida compatibili con la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

…speso per bottiglie privé?

Ma non è tutto. L’UE stanzia un ingente somma di denaro che Frontex spende per molte feste “private”.

Secondo l’EUobserver – che ha avuto accesso ai documenti interni – Frontex ha organizzato cinque eventi in quattro anni ai quali hanno partecipato in centinaia tra dipendenti e ospiti.

Il conto totale dei budget per le feste in quel periodo ammonta a un totale di 2,1 milioni di euro.

Si va dai 94.000 euro spesi nel 2015 per una cena per 800 persone presso l’elegante ristorante Belvedere di Varsavia – città dove ha sede l’agenzia – ai 580 mila euro spesi per una festa in trasferta sul Mar Baltico presso la località balenare di Sopot.

L’esempio non è isolato.

Frontex organizza un evento di un giorno ogni anno, a maggio, per festeggiare “sé stessa”, attirando spesso diverse centinaia di partecipanti. E i documenti rivelano che, quasi ogni anno, le spese salgono a livelli sempre maggiori.

Un budget che, per una sola annata, è molto più di quanto stanziato dall’agenzia per l’Ufficio dei diritti fondamentali per tutto il 2020.

Le ombre di Frontex e la Commisione UE

Anche dalla Commissione Ue comincia a trapelare lo sdegno.

A Bruxelles hanno depositato il primo report dopo l’inchiesta ordinata in seguito alle denunce che indicano le omissioni e la diretta cooperazione nei respingimenti sulla rotta balcanica, quelli nel mare Egeo, e gli ambigui rapporti con la cosiddetta Guardia costiera libica per il tramite di Paesi come Italia e Malta.

Riporto di seguito le parole di Ylva Johansson, commissaria Ue all’Immigrazione, che ha ammesso le accuse di respingimenti illegali:

“Le nostre agenzie devono rispettare al 100% i valori fondamentali Ue e devono essere in grado di dimostrarlo in modo efficiente. Inoltre, in base al regolamento, Frontex dovrebbe dotarsi di 40 osservatori per il rispetto dei diritti umani che invece non ci sono.”

Apparentemente, l’Unione europea si è accorta che l’intervento della sedicente guardia costiera armata (quella libica) e addestrata dall’Italia, cui Frontex segnala le imbarcazioni da “recuperare” – per quel “contenimento” delle partenze voluto dall’Italia e approvato dall’Europa – non ha nulla a che vedere con l’obbligo di tutela dei diritti umani che costituiscono le teoriche basi dell’Unione europea. E i respingimenti ordinati nel Mar Egeo ad opera di Frontex al confine della Bosnia Erzegovina sono da paragonare ai motivi per cui l’ex ministro degli Interni italiano attende di sapere se verrà processato.

Giulia Chiapperini

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