Le regole del caos, di Alan Rickman

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L’architetto dei giardini di Versailles, la visionaria immaginazione del re e una donna fuori dagli schemi, perfetta per portare del caos nell’ordine regale di Luigi XIV.

“Un tributo alla passione”, non ci sono parole più adatte di quelle di Matthias Shoenaerts per descrivere questo film sul caos e sull’ordine, sull’amore, sulla morte, ma soprattutto sulla vita.

Sabine De Barra (Kate Winslet) è una “giardiniera”, una donna sola che ama creare arte con la natura: il suo giardino ospita una fontana con conchiglie e giochi d’acqua, risplende anche di notte per la madreperla di cui è rivestita.

Le sue creazioni sono visionarie, accostano l’intimità dell’immaginazione al rigore geometrico degli impianti idraulici: sono inedite a tal punto da attirare l’attenzione di Monsieur André Le Notre (Matthias Shoenaerts) , incaricato dal re in persona di abbellire e portare la perfezione nel progetto dei giardini della reggia di Versailles, ancora in costruzione.

La Notre osserva madame De Barra lavorare, trova in lei una risonanza d’anima che pensava di aver perduto da tempo in un matrimonio infelice con una donna arida e opportunista.

Madame De Barra, dal canto suo, procede caparbiamente nella realizzazione della sua fontana di pietra per il re. Non si lascia abbattere dall’ambiente nobiliare francese che non le appartiene, non si lascia intimidire dalla pioggia, dal fango, dal terreno paludoso che dovrà ospitare la sua architettura.

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Osserva, in un meraviglioso gioco silienzioso, Monsieur La Notre che la asseconda e assiste nel procedere dei lavori. La stima che i due provano reciprocamente è qualcosa che mi ha profondamente colpita e commossa per tutta la durata del film.

La poesia di un sentimento gentile, delicato e meravigliosamente autentico, si sposa perfettamente con l’ambiente in cui il film è girato.

Ci sono serre piene di fiori, di rose profumate di Damasco, protagoniste dello scambio di battute tra il re ( interpretato da Alan Rickman) e Madame De Barra.

“La rosa cresce, interamente ignara, passando naturalmente da una condizione ad un’altra e, benché gli elementi possano trattarla crudelmente, non ne è consapevole e continua verso la sua fine senza consapevolezza della sua beltà.”

E la rosa è un po’ come la “giardiniera del re”, insicura, emotiva, sciupata dal vento, dalla pioggia e da un dolorosissimo passato indimenticabile. Ma nonostante questo, continua a crescere e a trasmettere il suo amore e la sua straordinaria bellezza a chi ha intorno.

Per fortuna, qualcuno riesce ancora a cogliere il suo profumo.

Per fortuna, c’è chi coraggiosamente non ha paura di pungersi con le sue spine.

 

Grazie Alan Rickman, per la tua poesia immortale.

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