Le Sardine in piazza a Bologna. Lo slogan: “Bentornati in mare aperto”

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Dopo il successo inaspettato di quel fatidico 14 novembre, le sardine scendono nuovamente in campo, stavolta in Piazza dell’ VIII Agosto, sempre a Bologna.

Il flash mob che ha portato in Piazza Maggiore più di 6000 persone per protestare pacificamente contro la candidata leghista alle elezioni regionali 2020 in Emilia-Romagna, è diventato così virale da propagarsi in ben 200 regioni italiane, tutte unite contro il nemico comune: Matteo Salvini e il suo populismo.  Da quel momento, le ‘sardine’ sono diventate un vero e proprio movimento di attivismo politico, espressamente schierato contro il sovranismo di alcuni partiti di Destra (sopratutto della Lega).

Questa volta i quattro amici che hanno avuto l’idea, Mattia Santori, Giulia Trappoloni, Roberto Morotti e Andrea Garreffa, non si sono accontentati di far scendere in piazza persone accomunate da un’ideale, ma hanno organizzato un concerto di solidarietà contro l’odio e la violenza.  Inoltre, per dare la possibilità a tutte le ‘sardine’ sparse per l’Italia di partecipare all’evento, hanno lanciato uno slogan particolarmente loquace: “Sardina ospita Sardina sos”.  Lo scopo è quello di spingere  all’accoglienza e all’ospitalità,  di mettere in relazione persone per dare il buon esempio, come spiegano gli stessi Mattia e Giulia in un video della loro pagina Facebook, 6000 sardine

L’ evento

La manifestazione culturale avrà luogo Domenica 19 gennaio 2020 in Piazza dell’VIII Agosto.

Come si legge dalla descrizione dell’evento, “Si ritorna dove tutto è cominciato. Per respirare le emozioni di quel 14 novembre e di tutte le piazze italiane che hanno deciso di prendere parte all’onda anomala partita da Bologna. La regola è sempre la stessa: nessuna violenza, nessun insulto, nessuna bandiera. Solo pesci pronti a nuotare in mare aperto.”

Una vero e proprio evento culturale, che inizierà alle tre e durerà a oltranza. Molti Big dell’intrattenimento e della musica italiana saliranno sul palco delle ‘sardine’, per contribuire a diffondere il concetto di umanità.

Il concerto è completamente gratuito, finanziato grazie a tante piccole donazioni. Gli organizzatori, infatti, hanno lanciato una raccolta fondi per recuperare la quota necessaria alla buona riuscita dell’evento, raggiungendo 54.000 euro in pochi giorni grazie a 3000 donatori, come lo stesso Mattia Santori ha sottolineato il 12 gennaio a Piazzapulita, il programma televisivo di Corrado Formigli in onda su La7.

Gli ospiti

Sulla pagina Istagram delle sardine, sono state pubblicate le foto di tutti i partecipanti all’evento e non mancano parecchi grandi nomi.

Gli Afterhours e i Subsonica sono stati i primi a confermare la loro presenza, seguiti da Vasco Brondi, per dieci anni voce del gruppo Le luci della centrale elettrica; da Altre di B, rock band bolognese che ha debuttato nel 2011 e da Willie Peyote. Non potevano mancare a un evento di pacifica protesta civile i Modena City Ramblers e gli Skiantos. Hanno dato conferma di partecipazione anche la Bandabardò e i Rumba de Bodas, una band bolognese che mixa ritmi latini e africani con sonorità funky e soul.

L’evento non sarà solo all’insegna del divertimento e della musica, ma si toccheranno anche argomenti delicati, come la camorra, i morti sul lavoro e la tanto agognata (e a quanto pare utopica) pace.  Infatti sul palco saliranno  Moni Ovadia e Sandro Ruotolo, due rappresentanti della cultura contemporanea e  PIF , regista, comico, attore e scrittore.

L’intervento dell’artista siciliano al Corriere della sera è piuttosto emblematico.  Nell’intervista si legge: «Mi hanno telefonato dando per scontato che sposassi la causa. E hanno fatto bene. Finalmente mi sento meno solo. Di colpo mi ritrovo tra tanta gente che ha voglia di manifestare perché non si riconosce in una certa politica. In America su tutto questo ci avrebbero già fatto un film» e ancora: «Scendere in piazza è meraviglioso e importantissimo: perfino la mafia temeva le piazze. Questi ragazzi hanno fatto tornare le persone a manifestare in un’epoca in cui il massimo sforzo è mettere un like»

Insomma,  sembra chiaro che con questo evento gli organizzatori vogliono raggiungere le coscienze dei cittadini italiani per sensibilizzarli e puntano sopratutto a far comprendere alla Lega che, in fin dei conti, l’odio non paga.

 

Antonia Galise


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