Le scuole italiane cadono a pezzi, 70 crolli nell’ultimo anno

Sono i dati del report di Cittadinanzattiva. I fondi per la sicurezza ci sono, ma spesso restano inutilizzati

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Le scuole italiane cadono a pezzi. E non è solo un modo di dire. Sono almeno 70 gli istituti che hanno registrato danni nel periodo compreso tra settembre 2018 e luglio 2019. I dati emergono dal rapporto annuale di Cittadinanzattiva, che ormai da diciassette anni si occupa di monitorare la situazione della sicurezza scolastica nel nostro paese.

 

UN CROLLO OGNI TRE GIORNI

In media si è registrato un crollo o il distacco di intonaco una volta ogni tre giorni. Numeri simili non si verificavano dal 2013 e non possono che allarmare. La regione con il maggior numero di scuole danneggiate è stata la Lombardia, con 16 casi, seguita dal Lazio con 10 e dalla Campania con 8. Le persone ferite, tra bambini e adulti, sono state 17. Il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha promesso la creazione di una task force per affrontare la questione.




SCARSA MANUTENZIONE

Secondo i numeri del report, soltanto il 27% delle scuole italiane è stato sottoposto a interventi di manutenzione ordinaria, mentre quella straordinaria ha riguardato appena il 19% degli edifici. Soltanto il 26% possiede l’agibilità statica e il 36% quella igienico-sanitaria. Pochissimi gli interventi di adeguamento sismico, che hanno riguardato appena il 5% degli istituti.

RISORSE INUTILIZZATE

Eppure i soldi in realtà ci sarebbero, ma spesso restano inspiegabilmente inutilizzati. Degli oltre 4 miliardi e mezzo di euro disponibili, ne risultano effettivamente utilizzati o in fase avanzata di utilizzo soltanto 1 miliardo e 600 milioni. Ritardi dovuti spesso alle pastoie burocratiche che rallentano a dismisura lo sblocco dei fondi.

INTERVENTI NECESSARI

Secondo la coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva, Adriana Bizzarri, sono molte le misure da prendere per contrastare la situazione attuale. Tra le altre:

E’ necessario ampliare i finanziamenti per completare le verifiche di vulnerabilità sismica in zona 1 e 2, le indagini diagnostiche di soffitti e  solai da realizzare a tappeto almeno per gli edifici costruiti tra gli anni ’50 e gli anni ’70 e serve varare e completare la nuova anagrafe.

Chiediamo inoltre al governo di esaminare al più presto la proposta di legge quadro sulla sicurezza a scuola, depositata da Cittadinanzattiva e Save The Children, per intervenire su ambiti altrettanto importanti quali responsabilità e obblighi di enti proprietari e dirigenti scolastici; linee guida per la costruzione di nuove scuole; sostegno alle vittime di incidenti nelle scuole; spazi di partecipazione effettiva dei cittadini nelle costruzioni e ricostruzioni.

 

DINO CARDARELLI

 

 

 

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