Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione di Adele Rodogna.

Un saggio storico che parla delle solitudini delle donne molisane

Libro della settimana: Le solitudini delle donne molisane di Adele Rodogna

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Libro della settimana: Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione di Adele Rodogna.




Sono nata negli Stai Uniti d’America, ma italiana da generazioni separate per scelta e necessità dalla loro terra d’origine: il Molise. Mio nonno era uno di quegli uomini che lasciò quel territorio che si estende tra la dorsale appenninica e il mare Adriatico per cercare lavoro e un futuro migliore, non solo per lui, ma per sua moglie e prole. La sua partenza e la sua lontananza era vista da mia nonna un po’ come una perdita, un lutto, come spiega molto bene l’autrice Adele Rodogna nel suo libro: Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione, ma anche la prova di un grande amore e rispetto per la vita.

Si parla, pertanto, di valorizzazione del ruolo materno della donna, di fenomeni di ribellione all’autorità maschile, di nuove forme di sociabilità, di diminuzione delle responsabilità di tutela maschile nei confronti delle donne, per cui le logiche familiari iniziarono a combinarsi con il riconoscimento di alcuni diritti individuali. E si parla anche di amore.

Non ho resistito di leggere questo libro che ho trovato tra gli scaffali della biblioteca di Venafro, durante un mio ritorno nella patria d’origine della mia famiglia. Mi sono messa in un angolo tranquillo e ho letto la storia di quelle donne, della loro solitudine ai tempi della prima grande migrazione. L’autrice rispecchia e analizza con grande maestria, l’evoluzione dell’istituzione famiglia, e la storia di emarginazione e di emancipazione della donna che con essa sono connesse, dall’ultimo ventennio dell’ottocento al 1924, in relazione al fenomeno migratorio ed alla tragedia della prima guerra mondiale. La lettura di Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione mi ha fatto riflettere e ha fatto in modo che mi confrontassi in un certo senso con il presente, focalizzando maggiormente la mia attenzione verso gli migranti che tutti i giorni giungono l’Italia in condizioni disperate, facendo arricchire gente senza scrupoli, e chi non ha nessun rispetto per il diritto umano.

Le rimesse erano un vero vantaggio senza alcun rischio per l’Italia, in quanto l’emigrazione costituiva un affare sia per le aziende di navigazione sia per il governo che seguiva il fenomeno senza aggravio di spesa, attraverso le strutture consolari, e che aveva qualche problema solo nel caso raro di indigenti rimpatriati a spese dello Stato.

Ho letto di pregiudizi moralistici  che si addensarono soprattutto sulla famiglia, colpita da molti degli effetti dell’emigrazione di massa,  del fenomeno delle “vedove bianche” che facevano nascere maldicenze e litigi con i vicini di casa, e della diffusione della sifilide importata dagli emigranti.  Ho seguito con grande interesse la narrazione e lo studio accurato dell’autrice, così profondo e ben descritto di un popolo di migranti del passato, per meglio dire, di persone alla ricerca di una nuova prospettiva,  e ho osservato con stupore e tenerezza l’appendice fotografica ed i documenti d’archivio che sottolineano lo straordinario lavoro dell’autrice e il suo commovente coinvolgimento di storie di altri tempi. Non è stato facile dover riappoggiare il libro tra gli altri volumi della biblioteca. Avrei voluto portarlo con me, per sentire più vicino il passato della mia stessa esistenza, ma le parole di questo meraviglioso libro “documentario” mi sono rimaste nel cuore, e le ho portate con me negli Stati Uniti d’America.

(Il copyright dei file youtube e delle canzoni appartiene ai rispettivi proprietari)

L’autrice Adele Rodogna

Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione, edito da Meltemi (2018), scritto dall’autrice Adele Rodogna, docente di Italiano e Storia presso la Scuola secondaria di II grado. Isernia. Laureata in Lettere e Filosofia, si è specializzata in Antropologia Culturale e Beni Etnodemoantropologici ed ha condotto diversi progetti di ricerca-azione sul territorio, collaborando con siti e riviste specializzate e ricoprendo l’incarico di docente a contratto di Storia delle Tradizioni Popolari, presso Unicas, Università degli Studi di Cassino. Si è occupata a lungo di formazione del personale docente, in collaborazione con Unimol, Università degli Studi del Molise, dove ha ricoperto l’incarico di docente a contratto di Laboratorio di Grammatica Italiana. Attualmente è dottoranda in Innovazione e Gestione delle Risorse Pubbliche, Curriculum in Scienze Umane, Storiche e della Formazione.

Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande migrazione è disponibile in libreria e sul sito:

http://www.meltemieditore.it/catalogo/le-solitudini-delle-donne-molisane/

                                                                                                                Maggie Van Der Toorn

 

 

 




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