Le ultime Novità sul tragico omicidio di Noemi Durini

Ciò che manca è l'educazione alle emozioni e ai sentimenti

Troppe incursioni mediatiche a pochi giorni dal ritrovamento della giovane Noemi, talvolta, anche fuori luogo e poco rispettose di un momento così delicato

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Numerose sono state le versioni e le incursioni mediatiche sulla questione a pochi giorni dal ritrovamento del corpo della giovane Noemi, talvolta, anche fuori luogo e poco rispettose di un momento così delicato come quello attuale.

Per ore, le uniche cose certe sono i dubbi sulla vicenda e la ricostruzione effettiva dei fatti.
Dal biglietto ritrovato nell’abitazione : “ L’ho fatto per voi, per salvarvi”: il diciassettenne di Alessano,reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini, ha scritto ai genitori di avere assassinato la sedicenne di Specchia perché lei aveva ordito un piano per ucciderli ed essere libera di vivere la relazione d’amore.

Non è, altresì, chiaro se corrispondano alla verità le dichiarazioni del padre del diciassettenne (indagato per concorso nell’occultamento di cadavere), secondo il quale il figlio,la sera prima della confessione,gli avrebbe raccontato di avere assassinato la fidanzata.

Accanto a tali questioni complicano ulteriormente il quadro investigativo, sul quale si è abbattuto anche il ciclone degli accertamenti disposti dal ministero della Giustizia e dal Csm per verificare se il Tribunale dei minori di Lecce abbia vagliato tempestivamente la denuncia della mamma di Noemi, che chiedeva di allontanare quel ragazzo violento dalla sua bambina.

Intanto, proseguono le indagini sull’omicidio e il lavoro degli inquirenti, nel tentativo di chiarire i numerosi punti oscuri rimasti.

Innanzitutto quelli relativi alle complicità, a partire da quella presunta del padre ma anche di altri componenti della famiglia. L’automobile con cui il diciassettenne all’alba del 3 settembre è andato a prendere Noemi a casa della madre ed è stata sequestrata dopo il ritrovamento di tracce di sangue all’interno.

Inoltre, la madre della vittima ha chiesto massima riservetezza per i funerali della figlia.

Le modalità effettive e veritieri dell’omicidio, invece, potranno essere chiarite solo dopo l’autopsia, che sarà effettuata lunedì dal medico legale Roberto Vaglio.



Intanto, dopo il primo esame radiologico, il medico legale esclude che Noemi sia morta a causa di un colpo di pietra alla testa. Dalla Tac non emergerebbero infatti segni di fratture scheletriche, tanto meno al cranio.
Questo fa quindi escludere che la giovane, come invece era stato detto in un primo momento, sia deceduta per i colpi inferti con una pietra in testa. Cambiano quindi le prospettive sia dell’indagine penale che di quella medico legale che ora dovrà cercare le cause della morte in altre lesioni presenti sul corpo della giovane, sul cui collo sono evidenti segni riconducibili a dei tagli.

Il ragazzo, dal canto suo, è stato trasferito in una località protetta, in considerazione del pericolo che potrebbe correre in carcere, visto che già all’uscita della caserma di Specchia,mercoledì sera, è stato sottratto al linciaggio da parte della folla.

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Saranno gli inquirenti e i magistrati, che ad oggi, non si pronunciano poiché attendono il termine delle indagini, a dare certezza a questa tragica morte.

Ma non si può notare e sottolineare come, negli ultimi anni, si siano accentuati i processi mediatici, il gusto macabro della gente che non solo commenta come se fossero esperti del settore (Legali, Magistrati, giuristi e criminologi)ma fa di tutto per esserci anche sul luogo del delitto.

Non di certo aiuta il gruppo creato su Facebook finalizzato al linciaggio del 17enne.

Si spera che questo non divenga un altro caso Scazzi, che la folla possa comprendere che il maggior rispetto è il silenzio.

Un ulteriore riflessione è, però, doverosa ed attiene al numero sempre più crescente dei femminicidi e degli adoloscenti violenti.

In Italia è stata necessaria una legge per far rispettare la donna in quanto tale ma, forse, non è sufficiente.

La violenza è sempre frutto della paura, la paura che gli adolescenti non sanno più gestire, la paura dell’autonomia sempre più affermata della donna, la paura di essere lasciati soli che fa in modo di non accettare dei “No”.

Si potrebbe iniziare a livello sociale, facendo percepire effettivamente il significato dei “NO” agli uomini di domani e dell’amore per sé stesse alle bambine di oggi.

 

Anna Rahinò

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