“Le vie della seta” e la nuova storia del mondo di Peter Frankopan

La regione a metà tra Occidente e Oriente, che si estende approssimativamente dalle coste orientali del Mediterraneo e del mar Nero fino all’Himalaya, potrebbe sembrare un luogo poco promettente per farne il punto di osservazione del mondo.

Le vie della seta. Una nuova storia del mondo – Mondadori

Un’osservazione che l’autore, Peter Frankopan, docente di Storia bizantina all’Università di Oxford, condivide con il lettore nella prefazione del suo poderoso saggio sulle vie della seta. Un libro atipico, divenuto un bestseller internazionale per la scorrevolezza della scrittura e per il punto di vista adottato dall’autore nel tracciare una nuova storia del mondo. Quel luogo poco promettente diventa il vero ponte tra Oriente e Occidente, un crocevia di civiltà, traffici commerciali e scambi culturali. Nella storia del mondo raccontata da Peter Frankopan assistiamo a uno spostamento del baricentro cartografico dall’Europa all’Asia centrale che diventa il centro di una mappa che capitolo dopo capitolo prende forma, consentendo al lettore di immergersi nel nuovo punto di vista adottato dall’autore.

Ognuno dei 24 capitoli de Le vie della seta segue un percorso storico che procede avanti nel tempo e che trova il suo punto di inizio nel IV secolo a. C. Dalle conquiste di Alessandro Magno che hanno aperto la strada a un oriente ellenistico, fino alla prima guerra del Golfo e al crollo delle Twin Towers con la conseguente ridefinizione degli assetti economici e politici a livello mondiale. All’interno di questo arco temporale durato più di duemila anni, assistiamo al crollo di imperi e alla nascita di nuove religioni, all’affermarsi degli Stati europei come potenze coloniali e alla comparsa di nuovi attori sulla scena politica internazionale. Ne è un esempio la Cina che negli ultimi anni ha adottato una politica di soft power e ha sviluppato nuove infrastrutture e legami commerciali per la creazione di una nuova via della seta.

Il saggio di Peter Frankopan ci consente di leggere la storia recente e passata del mondo con occhi nuovi, capaci di chiarire aspetti politici e culturali che la narrazione tradizionale (eurocentrica e occidentale) spesso tralascia, relegando i Paesi dell’Asia centrale a spazi di transito, luoghi marginali nel grande scacchiere mondiale. Ma come è facile intuire fin dal primo capitolo del saggio è in questi stessi luoghi che si è forgiata la storia del mondo e dove le tensioni attuali, politiche ed economiche, trovano una loro spiegazione.

Ripercorrere insieme all’autore questa nuova mappa del mondo suscita un immediato piacere: per la scorrevolezza della scrittura che non ha nulla da invidiare a quella di un ottimo romanzo storico, così come per la puntualità delle osservazioni e la quantità di fonti storiche citate. Aspetti questi che hanno consentito al saggio di Peter Frankopan di essere apprezzato dagli addetti ai lavori e dal grande pubblico, scalando le classifiche dei libri più venduti e finendo col diventare un bestseller internazionale. Non male per un libro di storia.

Gli spazi geografici dell’Asia centrale, attraversati per secoli da eserciti e mercanti, esploratori e animali diventano protagonisti di una nuova storia del mondo che ne ridefinisce il ruolo fondamentale come centri culturali, politici ed economici. Per secoli città come la leggendaria Samarcanda o Khiva, Bukhara e la valle di Fergana hanno suscitato in Occidente fantasie di ricchezze smisurate, dove la leggenda procedeva sempre un passo avanti alla realtà. In questa narrazione, oggi come un tempo, l’Uzbekistan e i suoi luoghi sono diventati sinonimo della via della seta, alimentando idee di viaggio sulle orme delle antiche carovane di mercanti e dei loro inseparabili cammelli. È in Uzbekistan, nelle antiche regioni della Corasmia e della Sogdiana che si intrecciavano reti commerciali per miliardi di dollari attuali.

I cavalli celesti della valle di Fergana venivano venduti a migliaia ai vicini regni cinesi, in cambio della pregiatissima seta. Spezie e pietre preziose attraversavano i valichi del Pamir a est e il deserto del Kizilkum a ovest prima di raggiungere i porti del mar Nero e del Mediterraneo.

La messa in discussione della visione storica tradizionale e fortemente sbilanciata verso ovest è il punto di forza del saggio di Peter Frankopan, non il solo certo, ma senza dubbio quello più accattivante per lettori in cerca di nuovi punti di vista. Il presente trova una sua completezza storica nella comprensione del passato dell’Asia centrale come luogo di interconnessione tra Oriente e Occidente, di tolleranza religiosa e scambi culturali. È in questo contesto che trovano eco le recenti dichiarazioni del presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev, nella storia del Paese e nel ruolo fondamentale che ha avuto come ponte tra Oriente e Occidente. Il saggio Le vie della seta può essere un utile strumento per comprendere ciò che sta avvenendo in questa parte del mondo, ripercorrendo insieme all’autore gli eventi che ne hanno modellato la storia e la cultura. Un viaggio appassionante nel cuore delle via della seta.

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